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Registri IVA - Quali sono i registri IVA che le imprese hanno l’obbligo di tenere e quali possono essere tenuti in aggiunta a quelli obbligatori

 


 

 
 

Approfondimento del 05.05.2007

 

Tutte le imprese hanno l’obbligo di tenere due registri IVA:

  • il registro IVA degli acquisti;

  • il registro delle fatture emesse o dei corrispettivi.

 

La regola sopra esposta presenta alcune eccezioni. Così i contribuenti in contabilità supersemplificata  annotano l’ammontare complessivo delle operazioni fatturate e degli acquisti su un apposito prospetto tenuto in alternativa ai normali registri IVA.

Non hanno l’obbligo di tenuta dei registri IVA neppure i contribuenti in regime di franchigia.

 

 

Nel registro degli acquisti vanno annotate:

  • le fatture relative ad acquisti interni ed intracomunitari;

  • le bolle doganali;

  • le autofatture

 

Nel registro delle fatture emesse vanno annotata:

  • le fatture emesse relative a cessioni o prestazioni di servizi interne o intracomunitarie o ad esportazioni;

  • le fatture per acquisti intracomunitari;

  • le fatture per acquisti da soggetti non residenti;

  • le autofatture per autoconsumo o per cessioni gratuite.

 

Il registro dei corrispettivi può sostituire il registro delle fatture emesse nel caso di dettaglianti e soggetti assimilati.

Le vendite al dettaglio e le prestazioni effettuate da tali categorie vanno annotate sul registro dei corrispettivi, separatamente dalle operazioni non imponibili o esenti in un unico importo giornaliero, comprensivo di IVA, suddiviso per aliquota.

 

 

Esistono, poi, tutta una serie di registri IVA non obbligatori. Essi sono:

  • il registro riepilogativo nel caso in cui l’impresa tenga dei registri IVA sezionali;

  • i registri sezionali per acquisti intra-Ue, qualora l’impresa non voglia effettuare la registrazione degli acquisti intracomunitari sia sul registro vendite che sul registro acquisti. Trattandosi di un registro sezionale esso rende obbligatoria la tenuta del registro riepilogativo;

  • il registro delle dichiarazioni di intento nel quale vengono annotate le dichiarazioni di intento da parte degli esportati abituali e dei loro fornitori;

  • il registro degli omaggi che può sostituire l’autofatturazione e la relativa annotazione sul registro delle fatture emesse in caso di cessione gratuita di beni;

  • il registro delle merci in conto deposito, lavorazione, prova ecc.. nel quale vengono annotati i beni ricevuti o inviati in conto deposito, lavorazione, prova, ecc...

 

Tra gli altri registri IVA obbligatori abbiamo il registro dei trasferimenti intra-Ue diversi da cessioni o acquisti. Esso deve essere tenuto nel caso di trasferimenti di merci in altro Stato membro dell’Ue non traslativi di proprietà.

 

 
   

 

 

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