Cos’è il libro
giornale?
Il
libro giornale è una scrittura complessa ovvero una scrittura
che raccoglie i dati, tra loro collegati, relativi all’intera gestione
dell’impresa. Si tratta di una scrittura che ha un oggetto complesso, cioè
la determinazione del reddito conseguito nel corso dell’esercizio e del
patrimonio netto esistente ad una certa data.
Nel
libro giornale confluiscono un’insieme di rilevazioni tra loro collegate
tenute con il metodo della partita doppia.
Tali
rilevazioni prendono il nome di articoli. Ogni articolo si riferisce
ad un fatto di gestione, che viene descritto e vengono indicati i conti da
addebitare e da accreditare.
Il
libro giornale, costituisce una scrittura cronologica che accoglie,
cioè, i dati in ordine temporale. L’art.2216
del Codice civile prevede che il libro giornale indichi giorno per
giorno le operazioni relative all’esercizio dell’impresa.
In
alcuni casi, come verrà precisato meglio in seguito, si tratta anche di un libro
obbligatorio, ovvero imposto dalla norme del Codice civile e da quelle
fiscali.
Soggetti
obbligati alla tenuta del libro giornale.
Codice
civile. Il Codice civile prevede che gli imprenditori commerciali
(industrie, imprese commerciali, imprese di trasporto, di assicurazione,
imprese bancarie e imprese ausiliarie rispetto alle precedenti) tengano il libro
giornale (art.2214 Codice civile).
L’unica eccezione alla regola è costituita dai piccoli imprenditori,
cioè i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli
commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale
organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della
famiglia (art.2083 del Codice civile).
Fisco.
Per le norme fiscali il libro giornale è un registro obbligatorio
qualora l’impresa sia in regime di contabilità ordinaria per
obbligo o per opzione. Le imprese in contabilità semplifica, invece, non
sono obbligate alla tenuta del libro giornale.
Si
rammenta che la contabilità ordinaria è obbligatoria per:
·
-
società
per azioni;
-
società
a responsabilità limitata;
-
società
in accomandita per azioni;
-
società
cooperative;
-
società
di mutua assicurazione;
-
enti
pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio
dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di
attività commerciale;
-
enti
pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio
dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale
l'esercizio di attività commerciale;
-
i
consorzi, le associazioni non riconosciute, le organizzazioni non
riconosciute, cioè non appartenenti ad altri soggetti passivi nei cui
confronti il presupposto dell'imposta si verifica in modo autonomo e
unitario;
-
le
società e gli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica -
ivi comprese, quindi, le società di persone ed equiparate di cui
all'articolo 5 del Tuir - non residenti nel territorio dello Stato.
Nel
caso di imprese individuali, imprese coniugali e familiari, società di
persone, società di armamento, società di fatto esercenti attività
commerciali, la contabilità ordinaria è obbligatoria solamente nel
caso in cui sia superato il volume di ricavi di 309.874,14 euro ( se
si tratta di imprese che esercitano attività di prestazione di servizi) o
516.456,90 euro (se si tratta di imprese che esercitano altre attività). Le
imprese il cui regime naturale sarebbe quello semplificato possono,
tuttavia, optare per la tenuta della contabilità ordinaria.
Le
imprese in contabilità semplificata non hanno l’obbligo di tenere
il libro giornale.
Soggetti obbligati
alla tenuta del libro giornale
|
· società
per azioni;
· società
a responsabilità limitata;
· società
in accomandita per azioni;
· società
cooperative;
· società
di mutua assicurazione;
· enti
pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio
dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio
di attività commerciale;
· enti
pubblici e privati, diversi dalle società, residenti nel territorio
dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale
l'esercizio di attività commerciale;
· i
consorzi, le associazioni non riconosciute, le organizzazioni non
riconosciute, cioè non appartenenti ad altri soggetti passivi nei cui
confronti il presupposto dell'imposta si verifica in modo autonomo e
unitario;
· le
società e gli enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica -
ivi comprese, quindi, le società di persone ed equiparate di cui
all'articolo 5 del Tuir - non residenti nel territorio dello Stato.
|
Hanno
sempre l’obbligo di tenere il libro giornale |
|
Altre
imprese e società:
imprese
individuali, imprese coniugali e familiari, società di persone,
società di armamento, società di fatto esercenti attività
commerciali
|
Con
volume di ricavi superiore a 309.874,14 euro ( se si tratta di imprese
che esercitano attività di prestazione di servizi) o a 516.456,90
euro (se si tratta di imprese che esercitano altre attività) hanno
l’obbligo di tenere il libro giornale
Con
volume di ricavi uguale o inferiore a 309.874,14 euro ( se si tratta
di imprese che esercitano attività di prestazione di servizi) o a
516.456,90 euro (se si tratta di imprese che esercitano altre attività)
non hanno l’obbligo di tenere il libro giornale a meno che non
abbiano optato per la contabilità ordinaria
|
Le
imprese che sono divise in filiali e succursali (esempio: banche, imprese
della grande distribuzione, ecc..) o in rami aziendali possono tenere dei libri
giornali sezionali: ovvero un sezionale per ogni filiale, succursale o
ramo d’azienda.
In
questo caso, tuttavia, è necessario tenere anche un libro giornale
riassuntivo, nel quale devono essere annotate giornalmente,
settimanalmente, mensilmente, le registrazioni necessarie per redigere il
bilancio (R.M.27/05/1981 n.9/875 e R.M. 31/10/2002, n. 341/E).
Il libro giornale può essere tenuto anche a fogli mobili (nota
ministeriale n.360232 del 18/02/1976).
Il contenuto del
libro giornale.
Come
si è già detto il libro giornale è una scrittura cronologia che deve
indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio
dell’impresa.
Per
ciascuna operazione esso deve indicare:
·
-
il
numero progressivo dell’operazione;
-
la
data dell'operazione;
-
i
conti di mastro movimentati in dare e in avere in seguito al fatto di
gestione;
-
la
descrizione dell'operazione;
-
gli
importi dell’operazione distinti per ciascun conto di mastro.
Il
libro giornale può essere usato anche per la registrazioni delle fatture
emesse o dei corrispettivi e delle fatture d'acquisto. In questo caso
l’impresa non ha l’obbligo di tenere i registri IVA. Tuttavia
l’impresa deve fornire tutti gli elementi impiegati per la liquidazione
dell'IVA su richiesta degli organi dell'amministrazione finanziaria.
Formalità legate
alla tenuta del libro giornale.
In
passato, per il libro giornale era richiesta la vidimazione iniziale e
quella annuale da parte del notaio o del registro imprese . Attualmente è
stato abrogato sia l’obbligo di vidimazione iniziale che quello di
vidimazione annuale.
Le
norme attuali prevedono che le pagine del libro giornale siano numerate
prima di essere poste in uso. I fogli possono essere numerati man mano che
vengono usati (C.M.92 del 22/10/2001).
Il
numero della pagina deve essere affiancato anche dall’anno di riferimento
delle registrazioni, cioè dall’anno cui si riferisce la contabilità e
non quello nel quale avviene la stampa del registro (C.M.64/E del
01/08/2002).
Rimane,
invece, l’obbligo di pagare l’imposta di bollo.
La
misura dell’imposta di bollo è di 29,24 euro ogni 100 pagine o frazione
di 100 pagine nel caso di imprenditori commerciali individuali, società
di persone, società cooperative (comprese le banche popolari e le banche di
credito cooperativo); mutue assicuratrici; consorzi.
Per
le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a
responsabilità limitata, le società consortili a responsabilità limitata
si applica l’imposta nella misura di 14,62 euro per ogni 100 pagine o
frazione di 100 pagine.
L’imposta
di bollo va pagata prima della messa in uso del registro. Il pagamento
dell’imposta avviene con l’applicazione di marche sulla prima pagina
numerata del registro o con il modello F23. In quest’ultimo caso, gli
estremi del pagamento devono essere riportati sulla prima pagina del libro
giornale. Nel caso di pagamento con modello F23 il codice tributo da usare
è 458T - Imposta di bollo su libri e registri.
Termini per le
registrazioni.
Codice
civile. Il Codice civile si limita a stabilire che il libro
giornale deve indicare giorno per giorno le operazioni relative
all’esercizio dell’impresa, ma non stabilisce entro quale termine esso
debba essere aggiornato.
Fisco.
Molto più rigide sono le norme fiscali che prevedono che le
registrazioni sul libro giornale devono essere eseguite
non oltre 60 giorni (art.22 del
DPR 600/73). Il termine di 60 giorni deve essere calcolato
con riferimento alla data dell’operazione e non a quella della
registrazione.
Il
termine di 60 giorni si considera rispettato se l’operazione è stata
registrata sull’elaboratore anche se il libro giornale non risulta ancora
stampato. L’art.7 del D.L.357 del 1994 precisa che: “a tutti
gli effetti di legge la tenuta di qualsiasi registro contabile con i sistemi
meccanografici è considerata regolare in difetto di trascrizione su
supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati relativi all’esercizio
per il quale non siano scaduti i termini per la presentazione annuale,
allorquando anche in sede di controlli e ispezioni gli stessi risultino
aggiornati sugli appositi supporti magnetici e vengano stampati
contestualmente alla richiesta avanzata dagli organi competenti e in loro
presenza”.
Questo
significa che la stampa delle operazioni può avvenire entro il termine per
la presentazione della dichiarazione annuale. In caso di controlli e
ispezioni tali dati devono essere stampati a richiesta degli organi
competenti e in loro presenza.
Fisco.
Il libro giornale, nei casi in cui esso è obbligatorio per legge, deve
essere
conservato
fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al
corrispondente
periodo di imposta, anche oltre il termine stabilito
dal
Codice civile o da altre leggi tributarie.
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