DICHIARAZIONE D'INTENTO

LA DICHIARAZIONE D'INTENTO EMESSA DALL'ESPORTATORE ABITUALE AL FINE DI EFFETTUARE ACQUISTI IN SOSPENSIONE D'IMPOSTA

Aggiornato al 06.05.2013

L’esportatore abituale , per poter effettuare acquisti in sospensione d’imposta deve emettere una dichiarazione d’intento.

La dichiarazione d’intento deve essere numerata progressivamente per ogni anno solare.

Essa deve essere trasmessa telematicamente all’ Agenzia delle Entrate da parte dell’esportatore abituale il quale vi può provvedere direttamente o mediante un intermediario abilitato.

L’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta telematica dell’avvenuta trasmissione.

La dichiarazione d’intento e la ricevuta dell’Agenzia delle entrate devono essere consegnate o inviate al fornitore nazionale prima che sia effettuato il primo acquisto per il quale si chiede di non applicare l’IVA.

Se si intende usufruire della sospensione d’imposta per delle importazioni la ricevuta e la dichiarazione d’intento non devono essere presentate in dogana poiché essa controlla direttamente la banca dati delle dichiarazioni d’intento dell’Agenzia delle Entrate.


La dichiarazione d’intento può essere emessa con riferimento:

  • a tutti gli acquisti di beni e/o di servizi fatti presso un certo fornitore nazionale in un certo periodo di tempo (esempio: tutti gli acquisti effettuati presso il fornitore Rossi nel corso dell’anno);
  • a tutti gli acquisti di beni e/o di servizi fatti presso un certo fornitore entro un determinato valore (esempio: tutti gli acquisti effettuati presso il fornitore Rossi fino al limite di 50.000 euro);
  • ad un singolo acquisto.

Le dichiarazioni d’intento perdono sempre la loro validità al 31 dicembre dell’anno di emissione.

Nel caso di importazioni, la dichiarazione d’intento da presentare in dogana si può riferire sempre ed esclusivamente ad un singolo acquisto. Quindi non possono essere presentate dichiarazioni cumulative.


Con la dichiarazione d’intento l’esportatore abituale:

  • dichiara, sotto la propria responsabilità, di avere i requisiti per essere considerato un esportatore abituale;
  • rende noto al fornitore, la sua volontà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’IVA.

Nel caso in cui l’esportatore abituale si rende conto che sta per esaurire il plafond disponibile deve inviare tempestivamente una comunicazione con la quale revoca la dichiarazione d’intento precedentemente inviata.

La revoca deve essere comunicata esclusivamente al fornitore. Nessuna comunicazione è dovuta all’Agenzia delle Entrate. La revoca può essere comunicata in forma libera.

Una volta ricevuta la revoca il fornitore emetterà le successive fatture con applicazione dell’IVA.

Per quanto riguarda la numerazione delle dichiarazioni d’intento la R.M. 26/07/1985 n.355803 ha precisato che, in caso di ricevimento delle dichiarazioni d’intento nel mese di dicembre ma il cui effetto riguarda operazioni dell’anno successivo, deve essere applicata la numerazione dell’anno successivo per permettere di individuare correttamente l’anno di valenza della dichiarazione.

 
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