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Dato il bilancio di
un’impresa, le attività, rappresentano gli investimenti
effettuati dall’impresa alla data di riferimento del bilancio.
Esempio: dal bilancio al
31 dicembre dell’anno x risultano attività nette per 1.000. Significa che a
tale data gli investimenti dell’impresa ammontano a 1.000.
Una prima precisazione va
fatta in merito al concetto di attività da assumere nell’ambito delle
analisi finanziarie. Occorre fare riferimento, infatti, alle attività
nette, ovvero alle attività al netto di eventuali poste di rettifica
quali fondi di ammortamento e fondi di svalutazione dell’attivo.
Sotto il profilo
finanziario gli investimenti possono essere distinti in base alla loro
liquidità, ovvero alla facilità, rapidità ed
economicità con la quale essi possono essere trasformati in attività
monetarie.
Si è soliti distinguere
gli investimenti in:
-
immobilizzazioni;
-
disponibilità.
Le immobilizzazioni
rappresentano gli investimenti dell’impresa caratterizzati da una
scarsissima liquidità. Essi sono destinati a rimanere all’interno
dell’impresa per lunghi periodi di tempo. Il disinvestimento dei capitali
investiti in tali attività, di norma, non può avvenire in tempi rapidi, con
facilità e in modo economico.
Viceversa, le
disponibilità, sono investimenti contraddistinti da una notevole
liquidità in quanto si tratta di attività destinate alla vendita o al
rapido consumo, come accade per le merci o per i materiali di consumo. I
capitali investiti in tali attività ritornano in forma liquida, in genere,
in tempi rapidi e in modo economico.
Le immobilizzazioni
costituiscono, per tanto, il capitale fisso dell’impresa, cioè quel
capitale investito nell’impresa per un lungo periodo. Mentre le
disponibilità, rappresentano, il capitale circolante, ovvero il
capitale investito nell’impresa a breve termine.
Pertanto le
immobilizzazioni generano un fabbisogno finanziario durevole, mentre
le disponibilità generano un fabbisogno finanziario a breve termine.
Va precisato, però, che
anche le disponibilità generano, per lo meno in parte, un fabbisogno
finanziario durevole nel tempo.
Cerchiamo di capire questo
concetto attraverso un esempio.
Tra le disponibilità
troviamo le merci destinate alla vendita. L’entità delle merci tenute in
magazzino può variare nel corso del tempo, a seconda della domanda, variando
così l’entità del fabbisogno finanziario generato da tale attività. Tuttavia
è piuttosto improbabile ritenere che l’impresa non abbia affatto merci in
magazzino in modo tale da annullare completamente il fabbisogno finanziario
determinato da tale attività.
Le
immobilizzazioni, a loro volta, vengono distinte in:
-
immobilizzazioni materiali, contraddistinte dal requisito della
materialità (es: terreni, fabbricati, impianti e macchinari, ecc…);
-
immobilizzazioni immateriali, contraddistinte dal requisito della
immaterialità (es.: brevetti, diritti d’autore, concessioni, marchi,
ecc..);
-
immobilizzazioni finanziarie, ovvero crediti con lunga scadenza
(comunque superiore all’anno) e titoli per i quali non è prevista la
vendita in tempi rapidi.
Le
disponibilità, vengono distinte in:
-
rimanenze di magazzino,
cioè le scorte di magazzino (es.: merci, materie prime, materie
sussidiarie, materiali di consumo, prodotti finiti);
-
disponibilità finanziarie
dette anche liquidità differite, cioè crediti a breve scadenza e
titoli per i quali è prevista la vendita o l’incasso a breve;
-
liquidità
immediate o più semplicemente liquidità, ovvero mezzi
finanziari già liquidi (es.: denaro in cassa, depositi bancari e
postali).
Ecco,
dunque, come si presenta, sotto il profilo della liquidità, l’attivo di
un’impresa:
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ATTIVITA’ NETTE
= INVESTIMENTI |
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Immobilizzazioni:
-
materiali
-
immateriali
-
finanziarie
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Disponibilità:
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