LE SCORTE DI MAGAZZINO

LA LORO CLASSIFICAZIONE

Aggiornato al 30.09.2010

Per scorta si intende la quantità di materiali che si trovano all’interno dell’impresa in un certo momento e destinata ad essere utilizzata nel processo di trasformazione o di distribuzione.

Una prima distinzione delle scorte può effettuata distinguendo le scorte delle imprese mercantili da quelle delle imprese industriali.


Nelle imprese mercantili le scorte sono rappresentante da merci e materiali di consumo, mentre nelle imprese industriali esse sono costituite da materie prime, materie sussidiarie, semilavorati, prodotti finiti e materiali di consumo.

Nelle imprese mercantili le scorte di merci attendono di essere vendute, quindi destinate alla distribuzione.


Mentre nelle aziende industriali, le scorte di materie prime e quelle di materie sussidiarie aspettano di essere destinate alla produzione, così anche le scorte di semilavorati che hanno già subito delle fasi della lavorazione. Mentre le scorte di prodotti finiti sono destinate alla vendita.


Una cateogira a sé è costituita dai materiali di consumo che rappresentano materiali diversi da quelli che sono acquistati per essere rivenduti (merci) o per essere impiegati nel processo produttivo (materie prime e sussidiarie), in quanto sono destianti al consumo interno (combustibili, oli lubrificanti, materiali di cancelleria, detersivi per l’attività di pulizia, ecc..).


Quella appena fornita è una delle tante possibili classificazioni delle scorte effettuata in base alla loro funzione.

Un’altra possibile classificazione delle scorte è quella effettuata in base alla loro destinazione d’uso.

Le scorte sono tenute all’interno dell’impresa con lo scopo di garantire continuità sia la processo produttivo che a quello distributivo evitando possibili interruzioni.

Le scorte costituite con tale obiettivo prendono il nome di scorte operative, cioè scorte che permettono all’impresa di svolgere la normale attività di produzione e di distribuzione. A tali scorte si affiancano le scorte di sicurezza e le scorte speculative.

Le scorte di sicurezza sono costituite per fronteggiare situazioni di incertezza come possibili variazioni della domanda di mercato o problemi di approvvigionamento.

Le scorte speculative sono costituite esclusivamente con finalità speculative, cioè per trarre vantaggio da una variazione nei prezzi di acquisto o nei prezzi di vendita. Ad esempio, l’impresa che prevede nel breve termine un aumento del prezzo di acquisto di una materia prima, può immagazzinare una certa quantità di tale materia prima con lo scopo di ridurre i costi costituendo una scorta speculativa.

Tra le scorte operative abbiamo scorte utili a risolvere problemi relativi:

  • agli acquisti;
  • alla produzione;
  • alle vendite.

Le scorte costituire per risolvere problemi relativi agli acquisti possono avere come scopo quello di:

  • migliorare le politiche di approvvigionamento facendo in modo che esse non siano effettuare solamente in funzione delle esigenze della produzione;
  • ottenere sconti su acquisti di un certo quantitativo;
  • evitare problemi derivanti da eventuali ritardi nelle consegne da parte dei fornitori.

Le scorte costituire per risolvere problemi relativi alla produzione possono avere come scopo quello di:

  • evitare problemi derivanti da possibili differenze tra livello della produzione e livello della domanda;
  • ottimizzare lo sfruttamento degli impianti e dei macchinari aventi tempi di produzione diversi;
  • ottimizzare l’efficienza quando nell’azienda è opportuno separare le produzioni dei vari reparti.

Le scorte costituire per risolvere problemi relativi alla distribuzione possono avere come scopo quello di:

  • evadere tempestivamente gli ordini;
  • evitare problemi derivanti da un andamento ciclico della domanda;
  • evitare di dover riformulare la programmazione della produzione ogni qual volta si hanno variazioni della domanda.

Un’altra possibile distinzione delle scorte tiene conto del loro utilizzo e del loro ruolo all’interno del processo produttivo.

A tale proposito si è soliti distinguere le scorte in:

  • scorta esistente o scorta effettiva, che indica la quantità di materiali effettivamente presenti in magazzino in un certo momento;
  • scorta virtuale che viene determinata tenendo conto, oltre che dei materiali effettivamente presenti in magazzino anche delle quantità già ordinate ai fornitori e di quelle impegnate per i clienti;
  • scorta normale, cioè la scorta normalmente disponibile in media nel magazzino durante un certo lasso di tempo;
  • scorta minimia che rappresenta la quantità minima di materiali da tenere in magazzino, al di sotto della quale l’impresa corre il rischio che la produzione o la distribuzione possano interrompersi;
  • scorta massima che rappresenta la quantità massima di materiali da tenere in magazzino oltre la quale l’impresa sosterrebbe costi finanziari e di gestione eccessivi e si troverebbe ad avere eccessivi tempi di smaltimento di tali scorte.

 
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