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Gli indici di
liquidità sono, come tutti gli indici di bilancio, dei rapporti tra
varie grandezze del bilancio riclassificato.
In modo particolare gli
indici di liquidità hanno lo scopo di verificare se l’impresa ha una
soddisfacente situazione di liquidità.
Un’impresa si considera
liquida se è in grado di fronteggiare gli impegni sorti con la
gestione: pagamento di fornitori, di salari e stipendi, di tasse, rimborso
rate di prestiti, ecc…
Affinché un’impresa si
possa considerare liquida, però, non è sufficiente che essa sia in grado di
pagare i propri debiti alle scadenze convenute, è necessario anche che ciò
avvenga in modo economicamente conveniente.
Ad esempio, se l’impresa
per pagare i propri debiti è costretta a vendere dei titoli in suo possesso,
che in condizioni normali non avrebbe ceduto, e li vende a prezzi
notevolmente inferiori rispetto a quelli di mercato perché ha urgenza di
reperire mezzi finanziari, non si può affermare che essa è un’azienda
liquida, anche se è stata in grado di pagare i propri debiti alle scadenze
convenute.
Avere un sufficiente
grado di liquidità è un obiettivo molto importante per ogni impresa onde
evitare che si possano manifestare gravi crisi di liquidità, che spesso sono
la causa di molti dissesti aziendali.
Una delle tecniche usate
per indagare sulle condizioni di liquidità dell’impresa, sono gli
indici di liquidità, cioè dei rapporti calcolati tra varie grandezze del
bilancio riclassificato dell’impresa, il cui scopo è quello di evidenziare
qual è la capacità dell’impresa di far fronte in modo tempestivo ed
economico agli impegni assunti.
Due sono i principali
indici di liquidità usati nelle analisi finanziarie:
Questi due indici si
differenziano per il diverso rapporto (ratio) usato per individuare le
condizioni di liquidità dell’impresa.
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