IMMOBILIZZAZIONI IN VALUTA

COME VANNO ESPOSTE IN BILANCIO

Aggiornato al 01.09.2007

Le immobilizzazioni materiali ed immateriali sorte in origine in valuta devono essere iscritte in bilancio in base al tasso di cambio corrente alla data dell’operazione.

Si ipotizzi che l’impresa abbia acquistato un’immobilizzazione al prezzo di 25.000 dollari. Il tasso di cambio corrente dollaro/euro nel giorno in cui è compiuta l’operazione è di 1,25. L’impresa iscriverà in bilancio l’immobilizzazione al valore di 31.250 euro. La conversione va fatta iscrivendo in contabilità l’importo in euro arrotondato al secondo decimale. Sull’importo in euro così determinato andrà calcolato l’ammortamento secondo le regole consuete.

Alla fine dell’esercizio l’impresa dovrà valutare se il valore determinato sulla base del tasso di cambio storico, ridotto delle quote di ammortamento, risulta durevolmente inferiore rispetto a quello storico: in questo caso occorrerà procedere ad una svalutazione delle immobilizzazioni.

Va precisato, però, che una oscillazione negativa del tasso di cambio non rappresenta necessariamente una perdita durevole di valore del bene e di conseguenza non giustifica da sola una svalutazione dell’immobilizzazione.

Fiscalmente, non vengono considerati utili o perdite su cambi quelli derivanti dalle valutazioni di fine esercizio delle poste in valuta, ma solamente quelli che derivano dalla effettiva realizzazione delle poste in valuta.

 
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