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  Crediti in valuta estera - le scritture contabili da rilevare nel caso di crediti fissati in valuta estera

 

 

 
 

 

Aggiornato il 01.09.2017

 

 

Può accadere che l'impresa si trovi a vendere della merce al di fuori dell'Unione Europea e a fissare il prezzo di vendita in una moneta diversa dall'euro.

Come occorre comportarsi, contabilmente, in questi casi?

Le operazioni in valuta devono essere contabilizzate in euro. Il cambio da impiegare per la conversione è quello del giorno in cui l'operazione è effettuata.

 

Esempio:  
l'impresa ha venduto, in data 20 ottobre, della merce ad un cliente statunitense. Il prezzo pattuito è di 10.000 dollari. Il cambio euro/dollaro, in data 15/10 è di 1,3169.

Ricordiamo che le cessioni all’esportazione non sono soggette ad IVA.

La fattura di vendita andrà registrata nel modo seguente:

Clienti extra CEE

a

Vendite extra CEE

 

7.593,59

 

 

 

 

 

Poiché 1€ equivale a 1,3169$, 10.000$ saranno pari a:

10.000$/1,3169$ = €7.593,591.

 

Nella conversione in euro si tiene conto solamente delle prime due cifre decimali: quindi rileviamo un credito di 7.593,59 euro.

La rilevazione del credito verso il cliente in euro non deve far dimenticare che il credito permane in moneta estera e che in tale moneta sarà incassato al momento della scadenza.

 

L'incasso del credito potrà avvenire nel corso dello stesso esercizio o nell'esercizio successivo. Vediamo cosa accade in entrambe le ipotesi:

1. INCASSO DEL CREDITO NEL CORSO DELL'ESERCIZIO

Supponiamo che il 30 novembre il cliente provveda al pagamento di quanto dovuto. Il  credito sarà incassato, come si è detto, in dollari. Supponiamo che al 30 novembre il cambio euro/dollari sia di 1,4120.

 

La scrittura da rilevare sarà la seguente

Diversi 

a

Clienti extra CEE

 

7.593,59

Banca c/c

 

 

7.082,15

 

Perdite su cambi subite

 

 

511,44

 

 

La conversione è stata effettuata nel modo seguente:

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Importo incassato alla scadenza

10.000/1,4120 = 7.082,15

Differenza

7.593,59 – 7.082,15 = 511,44 – PERDITA SU CAMBI

 

 

Chiaramente poteva verificarsi anche la necessità di rilevare un utile su cambi. 

Supponiamo, ad esempio, che al 30 novembre il cambio euro/dollari sia di 1,2105.

 

La scrittura da rilevare sarà la seguente:

 

Banca c/c

a

Diversi

 

8.261,05

 

 a

Clienti extra CEE

7.593,59

 

 

 a

Utili su cambi realizzati

667,46

 

 

 

La conversione è stata effettuata nel modo seguente:

 

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Importo incassato alla scadenza

10.000/1,2105 = 8.261,05

Differenza

8.261,05 – 7.593,59 = 667,46 – UTILE  SU CAMBI

 

 

2. ESTINZIONE DEL DEBITO NELL'ESERCIZIO SUCCESSIVO

Supponiamo che il credito verso il cliente statunitense scada nell'esercizio successivo. 

Al 31/12 dell'anno in corso è necessario adeguare il valore del credito in base al tasso di cambio a pronti alla chiusura dell'esercizio.

 

Supponiamo che al 31 dicembre tale cambio sia di 1,350.

 

La scrittura da rilevare sarà la seguente:

 

Perdite su cambi da valutazione

a

Clienti extra CEE

 

186,18

 

 

L’adeguamento del valore del debito è stato effettuato nel modo seguente:

 

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Valore da iscrivere in bilancio al 31/12

10.000/1,350 = 7.407,41

Differenza

7.593,59 – 7.407,41 = 186,18 – PERDITA  SU CAMBI

 

 

 

Se, invece, al 31 dicembre il tasso fosse stato di 1,250 avremmo registrato:

 

Clienti extra CEE

a

Utili su cambi da valutazione

 

406,41

 

L’adeguamento del valore del debito è stato effettuato nel modo seguente:

 

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Valore da iscrivere in bilancio al 31/12

10.000/1,250 = 8.000,00

Differenza

8.000,00 – 7.539,59 = 406,41 – UTILE SU CAMBI

 

 
 

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