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  Nozione di immobilizzazione  - Cosa sono le immobilizzazioni

 

 

 
 
 
Approfondimento del 14.09.2007

 

Si considerano immobilizzazioni quei costi che non esauriscono la loro utilità in un solo periodo amministrativo, ma manifestano i benefici economici in un arco temporale di più esercizi. Si tratta di elementi del capitale che, di norma, sono destinati a restare all’interno dell’impresa per lunghi periodi di tempo. I capitali impiegati nel loro acquisto o nella loro produzione sono destinati a rimanere investiti in essi in modo duraturo e il disinvestimento, che avviene in genere con la  vendita, non può verificarsi in modo rapido ed economico.

 

Le immobilizzazioni si distinguono in:

  • immobilizzazioni materiali;

  • immobilizzazioni immateriali;

  • immobilizzazioni finanziarie.

·    

Le immobilizzazioni materiali ed immateriali sono elementi del capitale che partecipano al processo tecnico-produttivo, mentre le immobilizzazioni finanziarie rappresentano una forma di investimento finanziario. L’attenzione di questo manuale sarà concentrata sulle immobilizzazioni materiali ed immateriali, ovvero su quelle attività che formano oggetto di ammortamento.

Le immobilizzazioni materiali ed immateriali partecipano più volte al processo produttivo cedendo la propria utilità all’impresa in lunghi periodi di tempo (si pensi agli impianti, ai macchinari, ecc..). Per questa ragione esse prendono il nome di fattori produttivi a lungo ciclo di utilizzo e costituiscono il capitale fisso dell’impresa, che si differenzia dal capitale circolante costituito dai fattori a fecondità semplice che partecipano una sola volta al processo produttivo (come le merci e le materie prime).

 

I costi sostenuti per l’acquisto dei fattori produttivi a lungo ciclo di utilizzo rappresentano dei costi pluriennali destinati a cedere la loro utilità all’impresa in vari esercizi. Questi costi concorrono alla formazione del reddito attraverso il procedimento contabile dell’ammortamento che consiste nella ripartizione del costo sostenuto per l’acquisizione dell’immobilizzazione, nell’arco della sua vita utile all’interno dell’impresa. La quota di costo che concorre alla formazione del reddito di ciascuno di tali periodi prende il nome di quota di ammortamento.

 

Le immobilizzazioni si dividono in immobilizzazioni materiali e immobilizzazioni immateriali in base al requisito della materialità. Di conseguenza le immobilizzazioni materiali (ad esempio macchine, impianti, automezzi, ecc..) sono immobilizzazioni contraddistinte dal requisito della materialità, mentre le immobilizzazioni immateriali sono immobilizzi privi di consistenza fisica (ad esempio brevetti, costi di impianto ed ampliamento, avviamento, ecc..)

 

Accanto alle immobilizzazioni materiali ed immateriali, troviamo le immobilizzazioni patrimoniali. Queste sono costituite da beni che rappresentano comunque un investimento durevole per l’impresa, ma che non sono destinati a partecipare al processo tecnico produttivo. Ad esempio sono immobilizzazioni patrimoniali i fabbricati detenuti dall’impresa per essere dati in locazione a terzi. Le immobilizzazioni patrimoniali sono beni non coinvolti nella gestione caratteristica dell’impresa, cioè beni che non sono coinvolti nelle operazioni che rappresentano l’attività peculiare e distintiva svolta dall’impresa.

 

Le immobilizzazioni che partecipano al processo tecnico produttivo sono elementi del capitale che, normalmente, non sono destinati alla vendita, né alla trasformazione per l’ottenimento di prodotti destinati ad essere collocati sul mercato. Per questa ragione, il valore che può essere attribuito loro nei bilanci d’esercizio delle imprese, non può essere realizzato, nella generalità dei casi, direttamente con la vendita futura se non in misura molto modesta. Il realizzo infatti, arriva tipicamente con i ricavi d’esercizio conseguiti durante la loro vita utile all’interno dell’impresa. Solo una parte molto modesta del loro valore è realizzata direttamente nel momento in cui l’immobilizzazione non è più utilizzata nell’impresa e viene dismessa.

Poiché tali elementi del capitale sono destinati a restare all’interno dell’impresa per un lungo lasso di tempo, presumere quali potranno essere i valori realizzabili direttamente, al momento della loro dismissione, e indirettamente, attraverso il conseguimento dei ricavi d’esercizio nel corso della loro vita utile all’interno dell’azienda, risulta piuttosto difficoltoso.

 

Infine, va osservato che l’appartenenza o meno di un bene alla categoria delle immobilizzazioni varia da azienda ad azienda e può variare, col tempo, anche all’interno della stessa azienda: essa, infatti, non dipende dalle caratteristiche oggettive del bene, bensì dalla destinazione economica del bene nell’azienda al momento esaminato.

 
   

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