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  Presunto valore di realizzo - come va determinato il presunto valore di realizzo dei crediti in valuta estera

 

 

 
 
 

Aggiornato al 01.09.2017

 

 

I crediti sorti in valuta estera devono essere iscritti in bilancio in base al tasso di cambio del giorno in cui è effettuata l’operazione.

Se il credito non viene incassato nel corso dell’esercizio, in bilancio esso deve essere iscritto al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio.

 

Si deve tenere presente che i crediti sorti in valuta estera devono essere esposti in bilancio, al pari dei crediti sorti in moneta nazionale, in base:

  • al criterio del costo ammortizzato tenuto conto del fattore temporale e del valore di presumibile realizzo;

  • al criterio del presumibile valore di realizzo nel caso di imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata o di micro-imprese. L'applicazione di tale criterio rappresenta una facoltà: di conseguenza anche tali imprese possono effettuare la valutazione al criterio del costo ammortizzato.

Per questa particolare categoria di crediti si dovrà, quindi procedere come segue:

  • si determina il costo ammortizzato o il presumibile valore di realizzo del credito in valuta, a seconda dei casi;

  • si converte, il valore così determinato, in moneta di conto in base al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio.

 

Vediamo di comprendere meglio come procedere attraverso un esempio.

Ipotizziamo il caso di un'impresa che redige il bilancio in forma abbreviata e valuta i crediti in base al criterio del presumibile valore di realizzo.

Supponiamo, inoltre, che l’impresa abbia venduto delle merci ad un cliente statunitense per un importo  di 10.000$.

Il tasso del cambio del giorno in cui è effettuata l’operazione è 1,3169.

Il credito viene rilevato inizialmente con la scrittura:

Clienti Extra CEE

a

Vendite Extra CEE

 

7.593,59

 

 

 

 

 

Il valore del credito in euro è ottenuto così:

10.000/ 1,3169 = 7.593,59.

 

Al 31/12 il credito non è stato ancora incassato.  

Si procede dapprima a determinare il presunto valore di realizzo del credito in valuta, cioè dei 10.000 dollari di credito.

Il valore nominale del credito, espresso in valuta, va ridotto tenendo conto di ogni eventuale causa che possa comportare l’incasso di una minore somma.

Ipotizziamo che si possa ritenere che il presunto valore di realizzo del credito ammonti a 9.550 dollari.

Solo ora si dovrà procedere a convertire il presunto valore di realizzo in base al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio.

Supponiamo che il tasso di cambio alla data di chiusura dell’esercizio ammonti a 1,410.

Avremo allora:

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Presunto valore di realizzo al 31/12

9.500 $

Valore da iscrivere in bilancio al 31/12

9.500/1,410 = 6.737,59

Differenza

7.593,59 – 6.737,59 = 856,00 

 

In sede di bilancio occorre dare una evidenza separata della componente valutativa da quella di conversione. La prima va iscritta nella pertinente voce di Conto economico, mentre la secondo va imputata a Conto economico alla voce Utili e perdite su cambi (C 17-bis).

 

Nel nostro caso, quindi, la differenza dovuta alla minore valutazione del credito in base al valore di realizzo è da imputare alla voce Svalutazione crediti mentre quella derivante dall’adeguamento dei cambi va rilevata alla voce Utili e perdite su cambi. Pertanto, la scrittura da redigere al 31/12 è la seguente:

 

Diversi

a

Clienti Extra CEE

 

856,00

Svalutazione crediti

 

 

354,61

 

Perdite su cambi da valutazione

 

 

501,36

 

 

Gli importi sono stati così determinati:

Crediti in valuta

10.000 $

Valore inizialmente iscritto in contabilità

10.000/1,3169 = 7.593,59

Presunto valore di realizzo al 31/12

9.500 $

Valore del credito iniziale in base al cambio al 31/12

10.000/1,410 = 7.092,20

Svalutazione in euro

(10.000 – 9.500)/1,410 = 354,61

Perdita su cambi

7.593,59 – 7.092,20 = 501,39  

 

 
 

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