LA RISERVA UTILI SU CAMBI

COS'È E COME VA DETERMINATO IL SUO IMPORTO

Aggiornato al 01.09.2017

L’art.2426, punto 8-bis, prevede che, qualora dal processo di valutazione ai cambi di chiusura dell’esercizio delle poste in valuta emerga un utile netto, tale valore deve essere accantonato in un’apposita riserva non distribuibile fino al realizzo.

L’obiettivo di tale disposizione è quello di evitare, in maniera prudenziale, che venga distribuito ai soci un provento che non è stato di fatto ancora realizzato e la cui effettiva realizzazione dipende dall’andamento dei tassi di cambio al momento dell’incasso del credito in valuta o del pagamento del debito in valuta.

Fatta questa premessa vediamo come va determinata l’entità della riserva da utili non distribuibile.


Le situazioni che potranno verificarsi sono tre:

  1. l’utile dell’esercizio è maggiore rispetto all’ utile su cambi da valutazioni;
  2. l’utile dell’esercizio è minore rispetto all’ utile su cambi da valutazioni;
  3. l’esercizio si è chiuso in perdita.

Vediamo queste tre ipotesi con degli esempi.


UTILE DELL’ESERCIZIO MAGGIORE DELL’UTILE SU CAMBI DA VALUTAZIONI.

Esempio.
Utile netto su cambi da valutazione: € 10.000
Utile dell’esercizio: € 50.000


In questa ipotesi è necessario accantonare interamente l’utile netto su cambi da valutazione alla riserva indisponibile. Quindi avremo:


Scrittura relativa all'accantonamento dell'utile


UTILE DELL’ESERCIZIO MINORE DELL’UTILE SU CAMBI DA VALUTAZIONI.

Esempio.
Utile netto su cambi da valutazione: € 10.000
Utile dell’esercizio: € 8.000


In questa ipotesi l’accantonamento a riserva è pari alla quota di utile netto su cambi non realizzato e non assorbita dalla perdita effettiva conseguita dalla società al netto dell’accantonamento a riserva legale.

Infatti la società ha conseguito un utile di 8.000 proprio perché sono state rilevati 10.000 euro di utili su cambi non realizzati, in assenza dei quali avrebbe avuto una perdita di 2.000 euro.

Alla riserva per utili su cambi, quindi, si accantona la parte di utile netto su cambi non realizzato (10.000) e non assorbita dalla perdita effettiva conseguita dalla società (10.000 – 2.000 = 8.000) al netto dell’accantonamento a riserva legale [8.000 – (8.000 x 5%)] .

Quindi avremo:


Scrittura relativa all'accantonamento dell'utile


PERDITA DELL’ESERCIZIO

Esempio.
Utile netto su cambi da valutazione: € 10.000
Perdita dell’esercizio: € 30.000


In questa ipotesi non si effettua alcun accantonamento alla riserva utili su cambi.

 
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