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Modello EVA - uno dei modelli da usare per la scelta degli investimenti

 


 
 

Approfondimento del 07.06.2008

 

Quando un’impresa effettua un investimento, sotto il profilo economico, acquista un fattore produttivo sostenendo un costo.

Sotto il profilo finanziario, l’impresa che investe, trasforma dei mezzi di pagamento in:

  • elementi del capitale circolante, ad esempio se investe nell’acquisto di merci o materie prime;

oppure

  • elementi del capitale circolante fisso, ad esempio se investe nell’acquisto di un bene strumentale destinato a concorrere alla produzione del reddito in più esercizi.

 

In ogni caso, sotto il profilo finanziario, l’investimento rappresenta un’operazione di trasferimento nel tempo delle risorse: esso dà luogo ad una successione temporale di flussi monetari di segno diverso. In genere, nella fase iniziale, prevalgono le uscite monetarie, mentre successivamente prevalgono le entrate monetarie.

 

Le imprese si trovano sovente a dover scegliere tra vari investimenti possibili. Esistono vari criteri che favoriscono la scelta degli investimenti. Uno di questi è il mdello E.V.A, sigla che sta per Economic Value Added, cioè metodo dell’eccesso di valore attualizzato o del risultato economico attualizzato. Esso consiste in un criterio matematico-finanziario che ha come scopo quello di calcolare il rendimento di un investimento.

 

Vediamo come si applica tale metodo.

 

Nel caso in cui vi sia un solo esborso iniziale, l’E.V.A., è dato dalla somma algebrica dell’esborso iniziale col valore attuale dei flussi di recupero ottenibili in tempi diversi dal progetto.

 

Nel caso in cui vi siano più esborsi iniziali diluiti nel tempo, l’E.V.A., è dato dalla somma algebrica del valore attuale degli esborsi iniziali col valore attuale dei flussi di recupero ottenibili in tempi diversi dal progetto.

 

In entrambi i casi, nel calcolo del valore attuale si utilizza un tasso di sconto prefissato che, in genere, è dato dal costo del capitale, cioè il costo che grava sull’impresa che effettua l’investimento.

 

I risultati possibili sono tre:

  • E.V.A. > 0  - Quando l’E.V.A. è positivo i flussi di recupero previsti coprono gli esborsi iniziali; E.V.A. = 0  - Quando l’E.V.A. è uguale a zero i flussi di recupero previsti sono esattamente uguali agli esborsi iniziali;

  • E.V.A. < 0  - Quando l’E.V.A. è negativo i flussi di recupero previsti non sono sufficienti a coprire gli esborsi iniziali.

 

Se l’impresa deve decidere se effettuare o meno un investimento, è chiaro che il progetto è fattibile solamente se l’E.V.A. è maggiore di zero.

 

Se l’impresa, invece, deve scegliere tra vari investimenti dovrà preferire il progetto per il  quale l’E.V.A. risulta maggiore. Tuttavia, in questi casi, occorre tenere presente che, se più progetti presentano uno stesso valore attualizzato essi si presentano come indifferenti, ma non identici.

 

Essendo l’E.V.A. una somma algebrica, essa rappresenta un valore assoluto che indica se la redditività dell’investimento è positiva o negativa, ma non fornisce un tasso di redditività dell’investimento stesso.

 
   

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E.V.A. - come va calcolato


 
   

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