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Lo Stato patrimoniale e il Conto economico
possono essere riclassificati in modo da mettere in evidenza una serie di
valori utili per delle successive elaborazioni con lo scopo di ottenere
delle informazioni aggiuntive rispetto a quelle desumibili dalla sola
lettura del bilancio d’esercizio.
In particolare lo Stato patrimoniale
può essere riclassificato in modo da evidenziare il capitale investito
alla data del bilancio e il capitale acquisito e in attesa di
rimborso alla stessa data.
Il capitale investito viene solitamente
riclassificato in modo da distinguere le attività correnti dalle
attività immobilizzate.
Le attività correnti sono date dai
fondi liquidi a disposizione (esempio: cassa, banche c/c, ecc..) e dagli
investimenti in atto per i quali si prevede un realizzo a breve
termine (esempio: rimanenze di magazzino, crediti di natura commerciale a
breve termine, ratei e risconti, ecc..).
Le attività immobilizzate sono
rappresentate dagli investimenti in atto alla data del bilancio in
attesa di un realizzo a medio e lungo termine.
Il capitale acquisito è costituito
dalle passività (ovvero i prestiti) e dal capitale netto.
Nel riclassificare i valori dello Stato
patrimoniale, le passività sono distinte in:
-
passività correnti, rappresentate dai
debiti a breve scadenza;
-
passività consolidate rappresentate
dai debiti a medio e lungo termine.
Il capitale netto non è altro che il
capitale di proprietà che, sotto il profilo finanziario, rappresenta un
finanziamento a lungo termine.
Pertanto, lo Stato patrimoniale può essere
rappresentato nel modo seguente:

Dallo Stato patrimoniale riclassificato si
possono trarre i dati necessari per il calcolo dei margini di struttura.
Questi ultimi, infatti, sono dati dalla differenza tra alcune
grandezze desumibili dallo Stato patrimoniale.
I principali margini di struttura sono:
Il capitale circolante netto non è
altro che la differenza tra le attività correnti e le passività correnti.
Il margine di tesoreria è la
differenza tra liquidità immediate e differite e le passività correnti.
Vediamo cosa si intende per liquidità immediate e liquidità differite
Si è detto Le attività correnti sono
date dai fondi liquidi a disposizione (esempio: cassa, banche c/c,
ecc..) e dagli investimenti in atto per i quali si prevede un
realizzo a breve termine (esempio: rimanenze di magazzino, crediti di
natura commerciale a breve termine, ratei e risconti, ecc..).
Nelle riclassificazioni di bilancio le
attività correnti sono normalmente distinte in:
-
liquidità immediate, ovvero i fnndi
liquidi disponibili presso l’azienda o presso banche ed uffici postali
(cassa, banca, titoli realizzabili a vista, ecc..)
-
liquidità differite, ovvero gli altri
investimenti a breve esistenti alla data di bilancio diversi dalle
liquidità immediate e dalle rimanenze di magazzino (crediti verso clienti,
effetti attivi, crediti verso erario, ratei e risconti, ecc..)
-
rimanenze, cioè le rimanenze di
magazzino alla data di bilancio.
Il margine di struttura è dato dalla
differenza tra il capitale netto e le attività immobilizzate. |