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Il
conto economico rappresenta il documento contabile fondamentale dell’azienda,
base e sintesi di tutta l’attività budgetaria e di pianificazione.
Si
tratta di un prospetto nel quale vengono dettagliati i ricavi e i
vari costi di un determinato periodo al fine di ottenere, per
differenza, i margini ottenuti, e alla fine il reddito di quel
periodo. Se il conto economico si riferisce al passato si dice "consuntivo",
se è una previsione dell’andamento futuro ha nome "budget".
Esso
viene redatto sempre per l’insieme dell’azienda (è parte costitutiva
del bilancio di esercizio), ma per una gestione manageriale efficace è
necessario disporre di conti economici più dettagliati,
articolati secondo il caso per prodotti (o linee di prodotti), segmenti
di mercato, canali distributivi, aree geografiche, grandi
clienti, ecc...
La
prima voce del conto economico sono i ricavi. Si tratta delle vendite
effettuate alla clientela in valore (fatturato lordo), di solito
depurate da rimborsi effettuati dopo la vendita e resi (fatturato
netto), e rappresentano la voce più semplice e immediata.
Dai
ricavi vengono via via sottratti i vari tipi di costi: la sottrazione
progressiva è il motivo per cui lo strumento si chiama "conto
economico scalare". I costi sottratti sono organizzati per natura
del costo, ad esempio costi variabili o fissi, o per
destinazione, ad esempio se sono costi di produzione o commerciali.
Questa
prima parte del conto economico esprime la "gestione caratteristica"
o "gestione industriale", cioè il risultato economico
della vendita dei prodotti o servizi al netto di tutto quanto è costato
produrli e gestirli in azienda, e il risultato di questa prima serie di
sottrazioni ha nome reddito operativo.
Il
reddito operativo rappresenta il valore più importante per i manager
di linea (operativi appunto), il cui compito consiste nell’assicurare una
corretta ed efficace gestione industriale dell’attività di produzione e
vendita dell’impresa, detta "gestione caratteristica".
Gli
strumenti operativi di pianificazione e controllo, primo fra tutti il piano
di marketing, utilizzano infatti per il controllo economico un conto che
finisce con il calcolo del reddito operativo.
Per
la redazione del bilancio e il calcolo della redditività di tutte
le operazioni eseguite dall’impresa nel suo insieme occorre continuare
aggiungendo al conto economico altre voci successive, e scalare dal reddito
operativo voci riferite alla gestione finanziaria, spesso decisiva
per la redditività finale.
Si
considerano i componenti finanziari e straordinari, tutto ciò che ha
a che fare con gli interessi e con la gestione finanziaria in genere.
Non
si tratta solo di un problema di rapporti con le banche, visto che gli oneri
finanziari che l’azienda deve sostenere sono pesantemente influenzati
dalle condizioni di pagamento concesse alla sua clientela, dalla consistenza
del magazzino, dagli esborsi sostenuti per le spese normali e per gli
investimenti.
Le
componenti finanziarie possono anche essere positive (in tal caso si
chiamano "plusvalenze"), quali ad esempio il ricavato della
vendita di un fabbricato o della cessione di un brevetto.
Il
risultato di tutte queste sottrazioni e addizioni dà il reddito lordo
(o reddito prima delle imposte), a cui verranno poi sottratte le imposte.
Quello
che resta alla fine è il reddito netto, o utile di esercizio.
Sebbene
la natura del conto economico sia sostanzialmente semplice,
trattandosi di una contrapposizione fra entrate e uscite (o "profitti e
perdite"), le forme e le strutture
che nella pratica si possono riscontrare sono estremamente varie
e specifiche per ogni azienda.
La
varietà si riferisce però soprattutto alla scelta delle voci da inserire
nel conto, che ad esempio in aziende produttive si concentreranno sugli
aspetti di produzione, mentre in aziende commerciali ridurranno i costi di
produzione ad una unica voce (il costo di acquisto dei prodotti), o in
aziende di servizi dettaglieranno i costi del personale, principale voce di
costo di molte di queste aziende. Quali che siano le scelte di dettaglio, le
logiche e le regole sono uguali per tutti.
Il
modello di conto economico più utilizzato per la gestione
industriale e il budget è quello detto "a margine di contribuzione";
ce ne sono altri, ma sempre si parte dal fatturato netto e si termina con il
reddito operativo, soltanto i costi vengono elaborati e aggregati
diversamente.
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