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Le imprese hanno sempre pianificato la
loro attività: oggi come in passato.
Tuttavia, un tempo la pianificazione veniva
realizzata in modo inconscio ed implicito. Ciò accadeva
soprattutto quando a guidare l’azienda era il singolo imprenditore che
aveva in mente il suo piano o il suo programma, ma non lo formulava in modo
esplicito.
Oggi, i mercati sono molto più
competitivi che in passato. Ciò è dovuto ad una maggiore concorrenza,
alla presenza di tecniche produttive sempre più nuove e all’avanguardia,
alla saturazione dei mercati.
Per l’impresa diventa fondamentale prevedere
come si evolverà il futuro per quanto riguarda i mercati e la concorrenza,
programmare la propria attività in vista del conseguimento di determinati
obiettivi, verificare se essi sono stati realizzati ed intraprendere delle
eventuali azioni correttive.
L’attività di programmazione passa,
dall’essere realizzata in modo inconscio ad una programmazione esplicita:
programmare diventa un’attività fondamentale dell’impresa.
Attraverso la pianificazione vengono definiti
gli obiettivi da raggiungere in un certo lasso di tempo, si
stabiliscono le risorse che l’impresa deve impiegare per raggiungere
tali obiettivi (in termini di risorse finanziaria, umane, impianti e
macchinari, ecc..), si definiscono le azioni che è necessario intraprendere
per poter conseguire gli obiettivi fissati.
Ma la pianificazione ha anche un altro scopo:
evidenziare gli scostamenti tra gli obiettivi fissati e quelli
conseguiti.
Ciò permette, nei casi
in cui è possibile, di intervenire nel momento stesso in cui le azioni sono
intraprese al fine di adottare eventuali provvedimenti correttivi. In
alcuni casi può essere necessario ridefinire gli obiettivi fissati
originariamente.

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