RISERVE DISPONIBILI

COME POSSONO ESSERE CLASSIFICATE LE RISERVE DISPONIBILI

Aggiornato al 31.05.2011

Le riserve disponibili, possono essere classificate in base alla loro diversa possibilità di utilizzazione.

Le riserve di primo grado sono riserve che possono essere utilizzate solamente per la copertura delle perdite. A volte il loro impiego, anche in questo caso, è subordinato alla presenza di determinate condizioni.

Un esempio di riserva di primo grado è data dalla riserva legale disciplinata all’art.2430 del Codice civile. Essa deve essere costituita per legge, accantonando annualmente la 20° parte degli utili netti fino a che la riserva non ha raggiunto il quinto del capitale sociale.

La riserva legale ha come scopo quello di salvaguardare l’integrità del capitale sociale nel caso di perdite. Di conseguenza essa non può essere utilizzata per scopi diversi.

La riserva legale può essere impiegata solamente per la copertura delle perdite quando non esistono altre riserve disponibili o esse sono state già impiegate.


Esempio:
Capitale sociale al 31/12/anno x: 200.000 euro
Riserva statutaria al 31/12/anno x: 15.000 euro
Perdita d’esercizio al 31/12/anno x: 25.000 euro

L’impresa copre la perdita con la riserva statutaria di 15.000 euro e per la parte restante (10.000 euro) impiega la riserva legale.

Tuttavia la parte della riserva legale che eccede il quinto del capitale sociale può essere impiegata per aumenti gratuiti di capitale.


Esempio:
Capitale sociale al 31/12/anno x: 200.000 euro
Riserva legale al 31/12/anno x: 60.000 euro

In questo caso la riserva legale supera 1/5 del capitale sociale, infatti:


200.000 x 1/5 = 40.000.- Parte della riserva con disponibilità di I grado.

La riserva ammonta a 60.000 euro, quindi


Riserva legale 60.000 – 1/5 del capitale sociale 40.000 = Riserva disponibile per l’aumento del capitale sociale 20.000 (si veda anche la Riserva legale).


Rientrano tra le riserve di secondo grado quelle riserve che possono essere impiegate sia per la copertura delle perdite che per l’aumento del capitale sociale, ma che non possono essere distribuite ai soci.

Ad esempio rientra tra questo secondo gruppo di riserve, la riserva per sovrapprezzo azioni. Infatti, l’art.2431 del Codice civile prevede che le somme percepite dalla società per l’emissione di azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale, ivi comprese quelle derivate dalla conversione di obbligazioni, non possono essere distribuite fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il limite di 1/5 del capitale sociale.


Questo significa che si possono verificare due casi diversi:

  • riserva legale inferiore a 1/5 del capitale sociale – la riserva per sovrapprezzo azioni non può essere distribuita ai soci, ma può essere impiegata per la copertura di perdite o per l’aumento del capitale sociale;


    Esempio:
    Capitale sociale al 31/12/anno x: 200.000 euro
    Riserva legale al 31/12/anno x: 30.000 euro
    Riserva per sovrapprezzo azioni al 31/12/anno x: 50.000 –riserva non distribuibile

  • riserva legale pari o superiore a 1/5 del capitale sociale – la riserva per sovrapprezzo azioni può essere impiegata per la copertura di perdite, per l’aumento del capitale sociale, ma può essere anche distribuita ai soci.


    Esempio:
    Capitale sociale al 31/12/anno x: 200.000 euro
    Riserva legale al 31/12/anno x: 50.000 euro
    Riserva per sovrapprezzo azioni al 31/12/anno x: 50.000 –riserva disponibile e distribuibile


Le riserve di terzo grado sono riserve che possono essere utilizzate liberamente sia per la copertura delle perdite, che per l’aumento del capitale sociale e anche per la distribuzione di utili.

Queste riserve, quindi, sono pienamente disponibili in quanto i soci possono decidere liberamente sul loro impiego.

Un esempio di tali riserve è rappresentato dalle riserve facoltative di utili.

 
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