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  Le obbligazioni - Caratteri di una forma di finanziamento tipica delle società di capitali

 

 

 

 
 

Approfondimento del 06.12.2007

 

Le società di capitali (Spa, Sapa, Srl) per finanziarsi possono emettere prestiti obbligazionari.

Le obbligazioni sono titoli di credito che la società emette e che attribuiscono al sottoscrittore il diritto al rimborso del capitale e al pagamento di un interesse.

Prima della riforma del diritto societario, l’emissione di obbligazioni era riconosciuta solamente alle società per azioni e alle società in accomandita per azioni. Con la riforma del diritto societario è stata riconosciuta anche alle società a responsabilità limita la possibilità di emettere dei titoli di debito seppure per esse sono previste regole diverse.

 

L’obbligazione è un titolo di credito che rappresenta una parte del prestito obbligazionario. L’obbligazionista, come si è detto, ha diritto alla restituzione del capitale e al pagamento degli interessi: questi diritti sono detti diritti patrimoniali. Accanto ad essi l’obbligazionista ha anche altri diritti il cui contenuto è diverso: diritto di avere una propria assemblea,  di eleggere un proprio rappresentante comune, ecc…

 

 

Il prestito obbligazionario rappresenta per la società una tipica forma di finanziamento a medio-lungo termine. Dunque, affinché l’impresa abbia una struttura finanziaria equilibrata, è necessario che tale prestito serva a coprire un fabbisogno finanziario durevole.

 

 

La società può decidere di emettere vari tipi di prestiti obbligazionari a seconda delle proprie esigenze finanziarie.

La principale categoria di obbligazioni è rappresentata dalle obbligazioni ordinarie che attribuiscono ai possessori il diritto ad essere rimborsati, alla scadenza convenuta, in base al valore nominale del titolo e a ricevere, periodicamente (ogni mese, ogni semestre o ogni anno) un interesse.

 

A seconda delle modalità di attribuzione degli interessi le obbligazioni si differenziano in:

  • obbligazioni a tasso fisso

e

  • obbligazioni a tasso variabile.

 

Le prime attribuiscono al possessore il diritto a ricevere un interesse prestabilito già al momento dell’emissione.

Il tasso, pur essendo fisso, può rimanere costante per tutta la durata del prestito oppure può crescere o diminuire in tale periodo (si parla allora di obbligazioni step up o step down). In tutti questi casi il costo del finanziamento è noto per la società emittente sin dal momento in cui viene decisa l’emissione del prestito.

 

Le seconde, invece, sono obbligazioni che attribuiscono all’obbligazionista un interesse che può variare in base ad un parametro di riferimento che può essere  il rendimento dei BOT, una media dei rendimenti di taluni titoli, ecc.. E’ chiaro che, in questo caso, il rendimento del titolo varia con il variare dei tassi di mercato e, dunque, per la società emittente il costo del finanziamento non è noto con certezza fin dal momento dell’emissione del prestito.

 

Esistono poi le obbligazioni zero-coupon, cioè delle obbligazioni prive di cedola (detta per l’appunto coupon) che non prevedono, quindi, il pagamento di un interesse periodico. Tuttavia la somma rimborsata alla scadenza del titolo è superiore rispetto al valore nominale dello stesso. Tale differenza rappresenta il costo dell’operazione di finanziamento sostenuto dalla società emittente.

Si parla di coupon stripping per intendere quelle obbligazioni per le quali la negoziazione delle cedole avviene separatamente rispetto al titolo che diviene uno zero coupon. L'operazione con la quale il titolo è privato della cedola è detta stripping. Essa viene effettuata da parte di quelle imprese che intendono collocare il prestito contemporaneamente presso due categorie di risparmiatori:

  • uno interessato ad acquistare le cedole, cioè ad avere una rendita semestrale (o anche mensile, o annua) pagandone il valore attuale;

  • l'altro interessato a riscuotere ad una determinata scadenza un capitale contro il pagamento attuale di una somma inferiore.

 

Altri tipi di obbligazioni sono le rendite perpetue, le quali non danno diritto al rimborso alla scadenza a favore dell’obbligazionista. Quest’ultimo percepisce esclusivamente un interesse prestabilito per sempre. Infine le obbligazioni strutturate sono titoli il cui rendimento dipende da un’attività sottostante.

 

 

Accanto alle obbligazioni ordinarie, che abbiamo sin qui visto, esistono anche le obbligazioni convertibili: esse attribuiscono al possessore il diritto di decidere, ad una scadenza prestabilita, se restare obbligazionisti della società o se convertire le obbligazioni in azioni della stessa società emittente del prestito o di altre società in base ad un rapporto di cambio già fissato. 

 
   

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