I MUTUI PASSIVI NEL BILANCIO D'ESERCIZIO

I RIFLESSI DI UN'OPERAZIONE DI MUTUO PASSIVO, VALUTATO AL CRITERIO DEL VALORE NOMINALE, SULLO STATO PATRIMONIALE E SUL CONTO ECONOMICO DELL'IMPRESA

Aggiornato al 01.09.2017

La presenza di un mutuo passivo quale forma di finanziamento dell’impresa si riflette sullo Stato patrimoniale e sul Conto economico redatti al termine dell’esercizio. Vediamo in che modo, ipotizzando il caso di un’impresa che valuta i debiti in base al loro valore nominale.


Nello Stato patrimoniale troveremo:

  • nella sezione destinata ad accogliere le PASSIVITA’, l’importo del mutuo passivo che deve ancora essere rimborsato, evidenziato alla categoria Debiti (D), voce Debiti verso le banche (4), presupponendo che esso sia stato contratto con una banca, come accade nella generalità dei casi;
  • normalmente il pagamento degli interessi viene effettuato semestralmente in via posticipata, questo dà luogo al sorgere di un rateo passivo, che dovrà essere inserito tra le PASSIVITA’ nella categoria ratei e risconti (E);
  • qualora sono state sostenute delle spese di istruttoria e delle spese accessorie, la parte di tali spese rinviate ai futuri esercizi viene evidenziata come risconto attivo , che dovrà essere inserito tra le ATTIVITA’ nella categoria ratei e risconti (D).

Nel Conto economico compariranno:

  • gli interessi passivi di competenza del periodo da indicarsi nella macro-categoria Proventi e oneri finanziari (E), alla voce Interessi e oneri finanziari (17);
  • eventuali oneri bancari addebitati all’azienda sulle varie operazioni compiute;
  • la quota di eventuali spese di istruttoria di competenza dell’esercizio.

Ricapitolando si avrà:


Stato Patrimoniale


Conto Economico

 
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