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Ogni impresa si finanzia ricorrendo sia a
capitale di proprietà che a capitale di terzi. Tra le fonti esterne di
finanziamento a medio e lungo termine quella più frequente nelle piccole
e medie imprese è rappresentata dai mutui passivi. Infatti, le
imprese di dimensioni più modeste, che in genere sono imprese individuali,
società di persone o Srl, non possono ricorrere ad altre forme di prestito
consolidato come le obbligazioni.
Il mutuo, a seconda della scadenza, può
rappresentare un finanziamento a lungo termine oppure a breve termine. In
genere hanno una scadenza a lungo termine i crediti fondiari ed edilizi
concessi dagli Istituti di credito fondiario o dalle sezioni di credito
autonome delle Banche autorizzate a compiere operazioni con scadenza
superiore al breve termine. I mutui fondiari, in genere, hanno una durata da
10 a 20 anni. Invece, hanno una scadenza a medio termine i crediti
industriali che hanno lo scopo di finanziare l’acquisto di beni
strumentali e di immobilizzazioni tecniche.
I mutui sono assistiti da garanzia reale
(ipoteca), la quale spesso è integrata anche da una garanzia
personale (fideiussione).
La concessione del mutuo presuppone un
affidamento, quindi una fase nella quale, oltre ad una perizia tecnica
circa l’entità dei beni ipotecabili, l’istituto di credito formula un
giudizio di merito relativo alla economicità del progetto di investimento a
cui è destinato il finanziamento e alla capacità dell’impresa di far fronte
agli impegni assunti restituendo il capitale preso a prestito e pagando gli
interessi maturati.
Una volta concesso il mutuo, stabilita la sua
entità, la durata e le altre condizioni relative al finanziamento accordato
si predispone il piano di ammortamento finanziario del
prestito. Esso stabilisce quali sono le rate da rimborsare alle varie
scadenze: rate che comprendono il rimborso del capitale e il pagamento degli
interessi. Le rate possono essere semestrali, trimestrali, mensili, ecc…
Il piano di ammortamento può prevedere che il
rimborso del prestito avvenga con rate decrescenti o con rate
costanti. Nel primo caso l’impresa rimborsa una quota costante di
capitale e degli interessi via via decrescenti. Nel secondo caso, invece,
l’impresa rimborsa una quota crescente di capitale e degli interessi
decrescenti.
Il costo del mutuo è rappresentato
dagli interessi che l’impresa deve pagare per il capitale preso a
prestito, le spese per l’istruttoria e quelle per le perizie
poste in atto dall’istituto di credito, le imposte di registro
relative all’iscrizione dell’ipoteca. |