DISTRIBUZIONE DI DIVIDENDI

I LIMITI PREVISTI DALLA LEGGE ALLA DISTRIBUZIONE DEI DIVIDENDI NELLE SPA

Aggiornato al 31.03.2010

Vediamo quali sono i limiti posti dalle norme del codice civile alla distribuzione dei dividendi ai soci di una società per azioni.


RISERVE DI UTILI

Il primo limite riguarda la necessità di costituire le riserve di utili previste dalla legge o dallo statuto.

  • la ventesima parte degli utili netti devono essere accantonati a riserva legale fino a quando essa non ha raggiunto il quinto del capitale sociale;
  • la percentuale eventualmente fissata dallo statuto, in aggiunta a quella stabilita dalla legge, da accantonare a riserva legale fino a quando essa non ha raggiunto il quinto del capitale sociale o la maggiore percentuale prevista nello statuto;
  • la percentuale eventualmente fissata dallo statuto da accantonare a riserva statutaria fino a quando essa non ha raggiunto la percentuale ivi stabilita.


COSTI PLURIENNALI NON ANCORA AMMORTIZZATI

Il secondo limite riguarda alcuni costi pluriennali capitalizzati e non ancora completamente ammortizzati.

I costi in questione sono:

  • costi di impianto e di ampliamento;
  • costi di ricerca e sviluppo;
  • costi di pubblicità.

Il limite alla distribuzione dei dividenti consiste nel fatto che, fino a quando l’ammortamento non è completato, possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l’ammontare dei costi non ammortizzati.


PERDITE

Un ulteriore limiti alla distribuzione dei dividenti è rappresentata da eventuali perdite del capitale sociale. In questa ipotesi non si può procedere a ripartire gli utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente alla perdita.


RISERVE DERIVANTI DA OBBLIGHI DI NATURA CIVILISTICA

Il codice civile prevedere, in alcuni casi, l’obbligo di costituire delle particolari riserve. Esse vanno a limitare la possibilità di distribuire ai soci gli utili risultanti da bilancio.

Tra queste riserve ricordiamo:

  • le riserve derivanti dalla valutazione delle partecipazioni al metodo del patrimonio netto;
  • le riserve per utili su cambi se alla formazione del patrimonio netto concorrono utili netti su cambi da valutazione.

 
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