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Vediamo
quali sono i limiti posti dalle norme del codice civile alla distribuzione
dei dividendi ai soci di una società per azioni.
Riserve
di utili.
Il
primo limite riguarda la necessità di costituire le riserve di utili
previste dalla legge o dallo statuto.
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la
ventesima parte degli utili netti devono essere accantonati a riserva
legale fino a quando essa non ha raggiunto il quinto del capitale
sociale;
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la
percentuale eventualmente fissata dallo statuto, in
aggiunta a quella stabilita dalla legge, da accantonare a riserva
legale fino a quando essa non ha raggiunto il quinto del capitale
sociale o la maggiore percentuale prevista nello statuto;
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la
percentuale eventualmente fissata
dallo statuto da accantonare a riserva statutaria fino a
quando essa non ha raggiunto la percentuale ivi stabilita.
Costi
pluriennali non ancora ammortizzati.
Il
secondo limite riguarda alcuni costi pluriennali capitalizzati e non
ancora completamente ammortizzati.
I
costi in questione sono:
Il
limite alla distribuzione dei dividenti consiste nel fatto che, fino a
quando l’ammortamento non è completato, possono essere distribuiti
dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire
l’ammontare dei costi non ammortizzati.
Perdite.
Un
ulteriore limiti alla distribuzione dei dividenti è rappresentata da
eventuali perdite del capitale sociale. In questa ipotesi non si
può procedere a ripartire gli utili fino a che il capitale non sia
reintegrato o ridotto in misura corrispondente alla perdita.
Riserve
derivanti da obblighi di natura civilistica.
Il
codice civile prevedere, in alcuni casi, l’obbligo di costituire delle
particolari riserve. Esse vanno a limitare la possibilità di distribuire ai
soci gli utili risultanti da bilancio.
Tra
queste riserve ricordiamo:
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le
riserve derivanti dalla valutazione delle partecipazioni al
metodo del patrimonio netto;
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le
riserve per utili su cambi se alla formazione del patrimonio
netto concorrono utili netti su cambi da valutazione.
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