DESTINAZIONE DELL'UTILE

LE SCRITTURE CONTABILI RELATIVE ALLA DESTINAZIONE DELL'UTILE D'ESERCIZIO IN UN'IMPRESA INDIVIDUALE

Aggiornato al 31.03.2010

Ipotizziamo che un’impresa individuale chiuda l’esercizio con un utile di 50.000 euro.

Esso verrà rilevato contabilmente con la seguente scrittura:


Rilevazione utile d'esrecizio

Due sono le decisioni che possono essere prese circa la destinazione di tale utile:

  • l’utile conseguito non viene prelevato dall’imprenditore. In questo caso esso rimane investito nell’impresa e viene capitalizzato, cioè viene portato in aumento del capitale netto;
    La scrittura da redigere è la seguente:


    Capitalizzazione utile d'esercizio

  • l’utile conseguito viene prelevato dall’imprenditore.

    La scrittura da redigere, ipotizzando che la somma sia prelevata con assegno bancario, è la seguente:


    Prelevamento dell'utile da parte dell'imprenditore

    Spesso l’imprenditore, già nel corso dell’esercizio, effettua dei prelevamenti dell’utile in corso di formazione per far fronte alle proprie spese personali e familiari.

    Ipotizziamo che l’imprenditore, nel corso dell’esercizio, abbia effettuato prelevamenti per 10.000 euro.

    La scrittura da redigere è la seguente:


    Prelevamento dell'utile nel corso dell'esercizio

    Nel momento in cui l’imprenditore preleva i restanti 40.000 euro, si registrerà:


    Prelevamento dell'utile dell'esercizio

Ovviamente è possibile anche che venga adottata una soluzione intermedia: cioè parte dell’utile viene prelevato dall’imprenditore e parte viene capitalizzato.

 
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