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Ipotizziamo
che un’impresa individuale chiuda l’esercizio con un utile di 50.000
euro.
Esso
verrà rilevato contabilmente con la seguente scrittura:
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Conto
economico
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a
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Utile
dell’esercizio
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50.000
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Due
sono le decisioni che possono essere prese circa la destinazione di tale
utile:
1.
l’utile conseguito non viene prelevato dall’imprenditore. In
questo caso esso rimane investito nell’impresa e viene capitalizzato, cioè
viene portato in aumento del capitale netto;
La
scrittura da redigere è la seguente:
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Utile
dell’esercizio
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a
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Capitale
netto
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50.000
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2.
l’utile conseguito viene prelevato dall’imprenditore.
La
scrittura da redigere, ipotizzando che la somma sia prelevata con assegno
bancario, è la seguente:
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Utile
dell’esercizio
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a
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Banca
c/c
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50.000
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Spesso
l’imprenditore, già nel corso dell’esercizio, effettua dei prelevamenti
dell’utile in corso di formazione per far fronte alle proprie spese
personali e familiari.
Ipotizziamo
che l’imprenditore, nel corso dell’esercizio, abbia effettuato
prelevamenti per 10.000 euro.
La
scrittura da redigere è la seguente:
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Prelevamenti
del titolare
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a
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Banca
c/c
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10.000
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Nel
momento in cui l’imprenditore preleva i restanti 40.000 euro, si registrerà:
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Utile
dell’esercizio
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a
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Diversi
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50.000
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a
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Prelevamenti
del titolare
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10.000
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a
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Banca
c/c
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40.000
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Ovviamente
è possibile anche che venga adottata una soluzione intermedia: cioè parte
dell’utile viene prelevato dall’imprenditore e parte viene
capitalizzato.
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