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  Splafonamento: scritture contabili - le scritture contabili da redigere in caso di regolarizzazione dello splafonamento IVA

 

 

 
 
 
Approfondimento del 06.05.2013

 

 

 

Vediamo, di seguito, quali sono le scritture contabili da redigere in Partita Doppia in caso di regolarizzazione per splafonamento IVA.

 

Esempio:

l'esportatore abituale Rossi ha superato il plafond disponibile effettuando acquisti in sospensione d'imposta per i quali non poteva beneficiare di questa agevolazione.

L'IVA non addebitata dal fornitore ammonta a 2.500 euro.

Egli decide di effettuare il ravvedimento operoso versando 10 euro di interessi e 130 euro di sanzione. 

(I dati sono puramente indicativi e non rispondono ad un preciso calcolo).

 

1° soluzione – EMISSIONE DI NOTA DI VARIAZIONE DA PARTE DEL FORNITORE

 

IVA a credito

a

Fornitore Bianchi

 

2.500

Ricevuta nota di variazione…..

 

 

 

Fornitore Bianchi

a

Banca c/c

 

2.500

Pagata al fornitore Bianchi la nota di variazione..

 

 

 

 

Diversi

a

Banca c/c

 

140

Ravvedimento operoso per splafonamento…

 

 

Interessi deducibili

 

 

10

 

Sanzioni indeducibili

 

 

130

 

         

 

Il conto “IVA a credito” verrà chiuso in sede di dichiarazione IVA, quando l’esportatore potrà detrarre l’IVA a suo credito. In quella occasione tale conto sarà stornato al conto “Erario c/IVA”.

 

2° soluzione – EMISSIONE DI AUTOFATTURA CON VERSAMENTO AUTONOMO DELL’IVA

 

IVA a credito

a

Fornitore fittizio

 

2.500

Emessa autofattura n…a  seguito di splafonamento

 

 

 

Diversi

a

Banca c/c

 

140

Ravvedimento operoso per splafonamento…

 

 

Fornitore fittizio

 

 

2.500

 

Interessi deducibili

 

 

10

 

Sanzioni indeducibili

 

 

130

 

         

In questo caso registriamo un fornitore fittizio come contropartita dall’IVA a credito e chiudiamo tale fornitore al momento del versamento dell’imposta per ravvedimento operoso.

Il conto “IVA a credito” verrà chiuso in sede di liquidazione periodica IVA, quando l’esportatore potrà detrarre l’IVA a suo credito. In quella occasione tale conto sarà stornato al conto “Erario c/IVA”.

 

 

3° soluzione – EMISSIONE DI AUTOFATTURA CON VERSAMENTO DELL’IVA IN SEDE DI LIQUIDAZIONE IVA

 

Esempio:

IVA a debito prima di aver regolarizzato lo splafonamento:   20.000

IVA a credito prima di aver regolarizzato lo spafonamento:     5.000

IVA per splafonamento: 2.500

Liquidazione IVA tenuto conto dello splafonamento:

IVA a debito compresa IVA da splafonamento e interessi:   20.000 + 2.500 + 10 = 22.510

IVA a credito compresa IVA da splafonamento: 5.000 + 2.500 = 7.500  

IVA da versare compreso splafonamento e interessi: 22.510 – 7.500 = 15.010.

  

IVA a credito

a

Fornitore fittizio

 

2.500

Emessa autofattura n…a  seguito di splafonamento

 

 

  

IVA a debito

a

Erario c/IVA

 

20.000

Storno dell’IVA a debito al conto Erario c/IVA

 

 

  

Erario c/IVA

a

IVA a credito

 

7.500

Storno dell’IVA a credito al conto Erario c/IVA

 

 

 

Diversi

a

Erario c/IVA

 

2.510

Storno dell’IVA relativa allo splafonamento e dei relativi interessi al conto Erario c/IVA

 

 

Fornitore fittizio

 

 

2.500

 

Interessi deducibili

 

 

10

 

         

Diversi

a

Banca c/c

 

15.140

Pagamento dell’IVA relativa alla liquidazione del mese ….. e del ravvedimento per splafonamento ….

 

 

Erario c/IVA

 

 

15.010

 

Sanzioni indeducibili

 

 

130

 

         

In questo caso registriamo un fornitore fittizio come contropartita dall’IVA a credito e chiudiamo tale fornitore nella liquidazione IVA nella quale provvediamo ad effettuare il ravvedimento.

Anche il conto “IVA a credito” viene chiuso in sede di liquidazione periodica IVA, quando l’esportatore può detrarre l’IVA a suo credito.

 

 

 
   

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