NOTE DI VARIAZIONE E PLAFOND DISPONIBILE

COME LE NOTE DI DEBITO E LE NOTE DI CREDITO EMESSE DALL'ESPORTATORE ABITUALE MODIFICANO IL PLAFOND DISPONIBILE

Aggiornato al 06.05.2013

Nel calcolare il plafond disponibile occorre fare riferimento alle cessioni effettuate all’estero dall’ esportatore abituale nel corso dell’ anno solare precedente o dei 12 mesi precedenti a seconda del metodo di calcolo utilizzato.

Può accadere, però, che nel corso dell’anno o di quelli successivi l’ esportatore abituale debba emettere una nota di variazione relativamente ad una o più cessioni all’estero. Come queste note di variazione incidono sul valore del plafond disponibile?


Innanzitutto ricordiamo che, secondo l’art.26 del DPR 633/72, l’imprenditore ha:

  • l’obbligo di emettere la nota di variazione in caso di aumento dell’imponibile e/o dell’imposta. Si parla in questi casi di note debito;
  • la facoltà (e non l’obbligo) di emettere la nota di variazione in caso di riduzione dell’imponibile e/o dell’imposta. Si parla in questi casi di note credito.

Supponiamo ora che l’esportatore abituale emetta una nota debito relativa ad una cessione all’estero: in questo caso, quindi, l’importo della cessione era evidentemente maggiore rispetto a quello fatturato originariamente.


Se la nota debito viene emessa dall’esportatore abituale:

  • nello stesso anno in cui viene effettuata l’operazione principale essa andrà ad aumentare il plafond in corso di formazione.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture relative a cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Sempre nel corso dell’anno x ha emesso note debito relative a cessioni effettuate nello stesso anno per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 135.000 euro (120.000 + 15.000).

  • nell’anno successivo rispetto a quello in cui è stata effettuata l’operazione principale essa andrà ad aumentare il plafond formatosi nell’anno di effettuazione dell’operazione principale. Di tale aumento si può tenere conto con un’annotazione nel prospetto di utilizzo del plafond.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture per cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Nel corso dell’anno x+1 ha emesso note debito relative a cessioni effettuate nell’anno x per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 135.000 euro (120.000 + 15.000).

  • negli anni successivi rispetto a quello in cui è stata effettuata l’operazione principale essa andrà ad aumentare il plafond formatosi nell’anno di effettuazione dell’operazione principale, di conseguenza non avrà nessun effetto concreto sul plafond disponibile.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture per cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Nel corso dell’anno x+2 emette note debito relative a cessioni effettuate nell’anno x per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 120.000.

    Il plafond disponibile per l’anno x+2 viene determinato senza tener conto della nota debito emessa nel corso dell’anno.



Ora esaminiamo il caso in cui l’esportatore abituale emetta una nota credito relativa ad una cessione all’estero: in questo caso, quindi, l’importo della cessione era evidentemente minore rispetto a quello fatturato originariamente.


Se la nota credito viene emessa dall’esportatore abituale:

  • nello stesso anno in cui viene effettuata l’operazione principale essa andrà a ridurre il plafond in corso di formazione.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture relative a cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Sempre nel corso dell’anno x ha emesso note credito relative a cessioni effettuate nello stesso anno per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 105.000 euro (120.000 - 15.000).

  • nell’anno successivo rispetto a quello in cui è stata effettuata l’operazione principale essa andrà a ridurre il plafond formatosi nell’ anno di effettuazione dell’operazione principale.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture per cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Nel corso dell’anno x+1 ha emesso note credito relative a cessioni effettuate nell’anno x per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 105.000 euro (120.000 - 15.000).

  • negli anni successivi rispetto a quello in cui è stata effettuata l’operazione principale essa andrà a ridurre il plafond formatosi nell’ anno di effettuazione dell’operazione principale, di conseguenza per tale anno si potrebbe verificare uno splafonamento.


    Esempio:
    l’impresa Alfa adotta il metodo fisso di calcolo del plafond. Essa, nel corso dell’anno x, ha emesso fatture per cessioni all’estero per 120.000 euro.
    Nel corso dell’anno x+2 emette note credito relative a cessioni effettuate nell’anno x per 15.000 euro.


    Il plafond disponibile per l’anno x+1 ammonta a 105.000.

    Ipotizziamo ora che l’impresa Alfa, nel corso dell’anno x+1, abbia usato il plafond per acquisti in sospensione di imposta per 110.00 euro.

    Al termine dell’esercizio x+1 sembrava non avesse superato il plafond disponibile di 120.000 euro, invece si troverebbe ad averlo superato per 5.000 euro.


Come si è detto, l’emissione delle note di credito è facoltativa. Tuttavia, ai fini del calcolo del plafond disponibile si deve tenere conto anche delle note credito non emesse.

 
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