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Il bilancio,
secondo lo IAS 1, si compone di :
-
uno Stato patrimoniale;
-
un Conto economico;
-
un prospetto delle variazioni di
patrimonio netto;
-
un rendiconto finanziario;
-
le note, che contengano un elenco
dei principi contabili rilevanti e altre note
esplicative.
I bilanci devono presentare in modo
attendibile la situazione patrimoniale, finanziaria, il risultato economico
e i flussi finanziari dell’impresa. Una presentazione attendibile
richiede la rappresentazione fedele degli effetti delle operazioni poste in
essere dall’impresa, dei fatti di gestione, delle attività, passività,
proventi e costi. Affinché il bilancio sia attendibile esso deve, inoltre,
presentare le informazioni in modo da fornire una informativa rilevante,
comparabile e comprensibile. Infine, devono essere fornite informazioni
integrative aggiuntive quando quelle richieste dai principi contabili
internazionali sono insufficiente e non permettono agli utilizzatori di
comprendere l’impatto di particolari operazioni, altri fatti e condizioni
sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sul risultato economico
dell’impresa.
In circostanze estremamente rare, può accadere
che l’applicazione di un principio contabile internazionale sia così
fuorviante da essere in conflitto con le finalità del bilancio. In questa
ipotesi la direzione aziendale deve disattendere tale disposizione fornendo
opportune informazioni integrative.
Il bilancio deve essere redatto nell’ottica
del funzionamento dell’impresa e nel rispetto del principio della
competenza economica.
Lo IAS 1 prevede che nell’attivo dello Stato
patrimoniale le attività sia distinte in attività correnti e
attività non correnti.
Un’attività
deve essere classificata come corrente quando soddisfa uno dei
seguenti criteri:
-
quando ci si aspetta che sia realizzata, o
si prevede che sia venduta o utilizzata nel normale ciclo operativo
dell’entità;
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è posseduta principalmente per essere
negoziata;
-
si prevede che si realizzi entro dodici mesi
dalla data di riferimento del bilancio;
-
si tratta di disponibilità liquide o mezzi
equivalenti a meno che non sia preclusa dall’essere scambiata o utilizzata
per estinguere una passività per almeno dodici mesi dalla data di
riferimento del bilancio.
Le attività non
correnti non trovano una precisa definizione nello IAS 1: per
esclusione, quindi, si considerano attività non correnti tutte le attività
diverse da quelle correnti.
Le attività non correnti comprendono, tra le
altre, anche:
-
immobili, impianti e macchinari;
-
investimenti immobiliari;
-
avviamento e attività immateriali a vita non
definita;
-
altre attività immateriali.
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