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Nel sistema del capitale e
del risultato economico le variazioni economiche si differenziano in:
e
Le prime comportano una
variazione diretta del capitale netto o delle sue parti ideali.
Le seconde si
differenziano, a loro volta, in:
Le variazioni
economiche ordinarie sono generate da normali operazioni di gestione,
mentre le variazioni economiche straordinarie sono generate da eventi
eccezionali o straordinari e a volte, che non dipendono dalla volontà
dell’imprenditore (si pensi, ad esempio, ai furti, agli incendi, alle
alluvioni).
Sono variazioni economiche
di reddito straordinarie: le plusvalenze e le minusvalenze, le
sopravvenienze attive e passive, le insussistenze attive
e passive.
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Variazioni
economiche: |
di capitale |
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di reddito:
-
ordinarie;
-
straordinarie:
- plusvalenze e minusvalenze;
- sopravvenienze attive e
passive;
- insussistenze attive e passive
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Minusvalenze
e plusvalenze sono componenti di reddito che si possono manifestare
solamente in caso di vendita di immobilizzazioni, cioè di quei beni
che normalmente rimangono per lungo tempo all'interno dell'impresa e,
generalmente, non sono destinati alla vendita.
Le minusvalenze
sono date dal minor valore realizzato rispetto al valore contabile del
bene. Facciamo un esempio. Un macchinario ha un valore contabile di 100.
Esso viene venduto al prezzo di 80. La differenza di 20 rappresenta una
minusvalenza, ovvero una variazione negativa di reddito straordinaria.
Le plusvalenze sono
date dal maggior valore realizzato rispetto al valore contabile del bene.
Torniamo all'esempio precedente. Il nostro macchinario ha un valore
contabile di 100, ma questa volta ipotizziamo che venga venduto al prezzo di
130. La differenza di 30 rappresenta una plusvalenza, ovvero una variazione
positiva di reddito straordinaria.
Negli esempi precedenti
per valore contabile si deve intendere il costo storico al netto
di eventuali fondi ammortamento accantonati.
Minusvalenze e plusvalenze
si possono verificare, oltre che nel caso della vendita di un bene
strumentale, anche nell'ipotesi di eliminazione dello stesso. In
questo caso la minusvalenza o la plusvalenza è data dalla differenza tra il
valore di sostituzione o di eliminazione e il valore contabile.
Facciamo un altro esempio.
Supponiamo che un macchinario, del valore contabile di 100, sia impiegato
per ottenere un prodotto che non è più di moda. L'azienda decide di non
effettuare più tale produzione e il macchinario viene eliminato dal processo
produttivo e viene disassemblato in modo da vendere i pezzi di recupero,
poichè, trattandosi di un macchinario vecchio difficilmente potrebbe essere
venduto come tale. Dalla vendita delle parti componenti si ricava un valore
di 30. La differenza di 70 costituisce una minusvalenza.
Passiamo ora ad esaminare
le sopravvenienze attive e passive.
Le sopravvenienze sono dei
componenti straordinari di reddito, cioè costi e ricavi che non hanno
carattere ricorrente e non sono generati dalla normale attività svolta
dall'impresa.
Le sopravvenienze
attive sono nuove attività che si aggiungono alle precedenti o nuovi
ricavi che sorgono con riferimento ad operazioni estranee alla normale
gestione dell'impresa e che si manifestano in modo accidentale ed
imprevisto. Ad esempio, la riscossione di un credito precedentemente
stralciato dalla contabilità perché ritenuto inesigibile. Questa nuova
attività che si aggiunge alle precedenti rappresenta una sopravvenienza
attiva, ovvero una variazione economica di reddito straordinaria positiva.
Le sopravvenienze
passive sono nuove passività che si aggiungono alle precedenti o
nuovi costi che sorgono con riferimento ad operazioni estranee alla normale
gestione dell'impresa, che si manifestano in modo accidentale ed
imprevisto. Ad esempio, durante il processo di lavorazione dell'impresa la
rottura di alcuni serbatoi provoca un inquinamento delle acque circostanti.
L'impresa, che non è coperta da nessuna assicurazione per tali eventi, è
condannata a sostenere i costi necessari per bonificare le acque inquinate.
Tale costo rappresenta una sopravvenienza passiva, ovvero una variazione
economica di reddito straordinaria negativa.
Esaminiamo ora le
insussistenze attive e passive.
Le insussistenze attive
consistono in diminuzioni di passività o annullamenti di costi derivanti
da fatti di carattere straordinario o imprevisto. Ad esempio, l'impresa
ha registrato, negli esercizi passati, un costo per debiti tributari
contestati con un ricorso alla Commissione Tributaria. La sentenza
favorevole della Commissione Tributaria annulla tale debito, perciò
l'impresa avrà un'insussistenza attiva, ovvero una variazione economica di
reddito straordinaria positiva.
Le insussistenze
passive consistono in diminuzioni di attività o annullamenti d ricavi
che si verificano a seguito di eventi straordinari o imprevisti. Ad
esempio l'impresa subisce un furto di denaro o di merce. La diminuzione di
queste attività rappresenta un'insussistenza passiva, ovvero una variazione
economica di reddito straordinaria negativa. |