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Lo IAS 1, ovvero il principio contabile
internazionale che fissa quali sono i documenti che compongono il
bilancio d’esercizio, comprende tra questi anche il rendiconto
finanziario. Dunque, mentre per il Codice civile e per i principi
contabili nazionali, il rendiconto finanziario è un documento facoltativo,
per gli IAS esso costituisce un documento obbligatorio.
Tuttavia, va sottolineato che, il principio
contabile nazionale n.12, suggerisce di compilare tale documento che amplia
le informazioni finanziarie desumibili dal bilancio evidenziando l’attività
di investimento e di finanziamento effettuata nel corso dell’esercizio
dall’impresa.
Tornando ai principi contabili internazionali,
mentre l’obbligatorietà del rendiconto finanziario è desumibile dalla
lettura dello IAS 1, le caratteristiche di tale documento e la sua struttura
sono fissate dallo IAS 7.
Vediamo come deve essere costruito il
rendiconto finanziario secondo tale principi contabile.
Il rendiconto finanziario deve essere
costruito per evidenziare i flussi di cassa. In modo più preciso si
parla di
cash equivalents, ovvero
investimenti finanziari a breve termine prontamente convertibili in moneta
senza particolari rischi di perdita di valore (solitamente con scadenza
inferiore ai 3 mesi dalla data in cui sono sorti).
A tal fine l’attività dell’impresa deve essere
divisa in tre aree:
-
la gestione operativa, costituita
dall’attività tipica dell’impresa;
-
la gestione di investimento, cioè
quelle attività poste in essere con lo scopo di ottenere dei ricavi o dei
flussi di cassa positivi;
-
la gestione finanziaria, cioè le
attività collegate con la struttura finanziaria dell’azienda.
Il rendiconto finanziario
deve evidenziare il flusso di cassa prodotto da ciascuna di queste
aree gestionali.
La variazione netta delle disponibilità
liquide e dei mezzi equivalenti è data dalla somma algebrica delle
disponibilità derivanti dalle tre diverse aree di attività o in esse
impiegate.
Il cash
flow derivante dall’attività operativa può essere calcolato con:
-
il
metodo diretto;
-
il
metodo indiretto.
Con il
metodo diretto il cash flow derivante dalla gestione operativa è
determinato come differenza tra gli incassi e i pagamenti lordi relativi
alle principali classi di flussi, come i clienti, i fornitori, ecc..
Con il
metodo indiretto il cash flow derivante dalla gestione operativa è
determinato partendo dal risultato economico dell’esercizio ed effettuando
le rettifiche relative a:
Il metodo diretto è quello
consigliato, tuttavia quello indiretto è maggiormente applicato nella
pratica. |