PERDITA O DANNEGGIAMENTO DI BENI PER EVENTI FORTUITI

LE REGISTRAZIONI CONTABILI DA EFFETTUARE IN CASO DI PERDITA O DANNEGGIAMENTO DI BENI AMMORTIZZABILI DELL'IMPRESA IN SEGUITO AD EVENTI FORTUITI

Aggiornato al 11.02.2013

Vediamo, di seguito, quali sono le scritture contabili che l’impresa deve rilevare nel caso in cui un evento fortuito come furto, incendio, terremoto, inondazione, ecc.. determini la perdita o il danneggiamento di un bene ammortizzabile dell’impresa.


A tale proposito occorre distinguere tre ipotesi diverse:

  1. L’EVENTO FORTUITO PROVOCA LA PERDITA TOTALE DEL BENE

    In questo caso il bene ammortizzabile, a causa dell’evento fortuito, diventa completamente inutilizzabile ed è completamente perso. L’impresa, quindi, deve eliminare il bene dalla contabilità dato che esso non fa più parte del complesso aziendale.

    Quindi, contabilmente, l’impresa deve:

    • stornare il fondo ammortamento del bene al conto accesso all’immobilizzazione;
    • rilevare una insussistenza passiva per il costo del bene non ancora ammortizzato eliminato dal complesso aziendale.


    Esempio.
    In seguito ad un incendio viene completamente distrutto un macchinario del costo storico di 60.000 euro ammortizzato per 45.000 euro.



    Rilevazione della perdita totale del bene

    Se, l’impresa dispone di una polizza di assicurazione che copre l’evento in questione, al momento del risarcimento l’impresa rileva un componente positivo di reddito che, fiscalmente sarà considerata una plusvalenza (se l’indennizzo viene liquidato nello stesso periodo nel quale si è verificata la perdita del bene) o una sopravvenienza (nel caso in cui l’indennizzo viene liquidato in un esercizio successivo).

    Quindi nel momento della liquidazione dell’indennizzo, che nel nostro esempio ammonta a 10.000 euro, si rileva:


    Scrittura relativa alla liquidazione dell'indennizzo assicurativo

    E nel momento dell’incasso del risarcimento si registrerà:


    Scrittura relativa all'incasso dell'indennizzo assicurativo


  2. L’EVENTO FORTUITO PROVOCA IL DANNEGGIAMENTO DEL BENE

    In questo caso il bene ammortizzabile, a causa dell’evento fortuito, viene danneggiato: per poterlo continuare ad utilizzare l’impresa dovrà ripararlo. Quindi, contabilmente, l’impresa deve:

    • mantenere il bene in contabilità senza variare né il costo storico né il valore accantonato al fondo ammortamento;
    • rilevare le spese di riparazione che fiscalmente sono deducibili secondo le regole contenute nell’art.102 del TUIR.


    Esempio.
    In seguito ad un incendio viene danneggiato un macchinario del costo storico di 60.000 euro ammortizzato per 45.000 euro.
    La riparazione del macchinario viene affidata alla ditta Terri & C. snc che, una volta eseguiti i lavori, emette fattura per 10.000 euro + IVA 21%.


    L’impresa si limita a registrare le spese di manutenzione e riparazione sostenute:


    Scrittura relativa al sostenimento di spese di manutenzione

    Nel caso in cui vi dovesse essere un indennizzo da parte della compagnia di assicurazione, al momento della liquidazione dell’indennizzo, che nel nostro esempio ammonta a 10.000 euro, si rileva:


    Scrittura relativa alla liquidazione dell'indennizzo assicurativo

    E nel momento dell’incasso del risarcimento si registrerà:


    Scrittura relativa all'incasso dell'indennizzo assicurativo


  3. L’EVENTO FORTUITO PROVOCA UN DANNEGGIAMENTO DEL BENE CON CONSEGUENTE PERDITA DI VALORE

    In questo caso il bene ammortizzabile, a causa dell’evento fortuito, risulta danneggiato: il danno subito non impedisce l’utilizzo del bene, ma ne riduce il valore patrimoniale.

    In questo caso l’impresa deve ridurre il valore contabile del bene e rilevare un’insussistenza pari al costo non ammortizzato del bene attribuibile alla parte danneggiata.


    Quindi, contabilmente, l’impresa deve:

    • stornare il fondo ammortamento relativo alla parte del bene andata perduta al conto accesso all’immobilizzazione;
    • rilevare una insussistenza passiva per il costo non ancora ammortizzato attribuibile alla parte danneggiata del bene.


    Esempio.
    In seguito ad un incendio viene danneggiato un macchinario del costo storico di 60.000 euro ammortizzato per 45.000 euro.
    Il valore normale del bene prima della perdita ammontava a 80.000 euro.
    L’indennizzo ottenuto dalla compagnia di assicurazione ammonta a 10.000 euro.

    Innanzitutto occorrerà determinare il costo non ammortizzato attribuibile alla parte danneggiata del bene. Lo facciamo impostando la seguente proporzione:


    Valore normale : Indennizzo = Costo non ammortizzato : x
    80.000 : 10.000 = 15.000 : x
    x = (10.000 x 15.000)/ 80.000 = 1.875.


    Ora dobbiamo calcolare il rapporto tra il costo non ammortizzato riferito alla parte danneggiata che abbiamo appena calcolato e che è pari a 1.875 e il costo non ammortizzato riferito all’intero bene, ovvero 15.000 (60.000 – 45.000). Quindi avremo:


    1.875/ 15.000 = 0,125.

    La parte di fondo ammortamento che dobbiamo stornare poiché si riferisce alla parte danneggiata del bene, si calcola moltiplicando il valore appena ottenuto (0,125) per l’intero importo del fondo ammortamento:


    45.000 x 0,125 = 5.625.

    In maniera simile determiniamo la riduzione del costo storico del bene in seguito al danneggiamento moltiplicando il costo storico dell’intero bene per il valore ottenuto (0,125):


    60.000 x 0,125 = 7.500.

    A questo punto rileveremo lo storno del fondo ammortamento e l’insussistenza passiva nel modo seguente:


    Scrittura relativa alla rilevazione dell'insussistenza passiva

    Quindi nel momento della liquidazione dell’indennizzo, che nel nostro esempio ammonta a 10.000 euro, si rileva:


    Scrittura relativa alla liquidazione dell'indennizzo assicurativo

    E nel momento dell’incasso del risarcimento si registrerà:


    Scrittura relativa all'incasso dell'indennizzo assicurativo


 
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