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Lo IAS 16 distingue tre diverse
categorie di spese di manutenzione:
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manutenzioni ordinarie (day to day
servicing). Si tratta di spese che si manifestano in modo
ricorrente e che non hanno lo scopo di incrementare il valore del cespite
cui si riferiscono. Rientrano tra tali spese i costi di mano d’opera,
materiali di consumo e i pezzi di ricambio. Sostanzialmente sono spese
simili a quelle ordinarie previste dai principi contabili nazionali e,
analogo, è anche il trattamento contabile previsto: tali spese devono
essere portate a Conto economico come costi d’esercizio;
Lo IAS 16 sottolinea, inoltre, che poiché
gli interventi di rifacimento in esame indicano con certezza che le
componenti sostituite hanno perso di valore, occorre stornare dal bilancio
il valore contabile netto della parte sostituita;
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manutenzioni ad intervalli regolari (regular
major inspections). Si tratta di costi sostenuti in relazione a talune
categorie di cespiti che, per poter continuare ad essere utilizzati
devono necessariamente subire delle ispezioni o verifiche ad intervalli
regolari, come accade, ad esempio con un aeromobile. I costi per tali
verifiche devono essere sostenuti a prescindere dalla necessità di
procedere ad una sostituzione di alcune parti del cespite. Il costo di
tali verifiche va capitalizzato sempre se da esso si presume si
possano trarre benefici economici futuri e se esso è misurabile in modo
attendibile. Il valore residuo di precedenti manutenzioni che siano
state capitalizzate deve essere stornato dal bene e portato a Conto
economico nel momento in cui è effettuata una nuova manutenzione.
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