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  Le spese di manutenzione e riparazione negli IAS - come si distinguono le spese di manutenzione secondo gli IAS e come si contabilizzano

 

 

 
 
 
Approfondimento del 15.11.2008

 

Lo IAS 16 distingue tre diverse categorie di spese di manutenzione:

  • manutenzioni ordinarie (day to day servicing). Si tratta di spese che si manifestano in modo ricorrente e che non hanno lo scopo di incrementare il valore del cespite cui si riferiscono. Rientrano tra tali spese i costi di mano d’opera, materiali di consumo e i pezzi di ricambio. Sostanzialmente sono spese simili a quelle ordinarie previste dai principi contabili nazionali e, analogo, è anche il trattamento contabile previsto: tali spese devono essere portate a Conto economico come costi d’esercizio;

 

  • interventi di rifacimento ad intervalli regolari (replacement at regular interval). Si tratta di spese sostenute soprattutto per la sostituzione di pezzi o componenti che presentano la caratteristica di verificarsi in modo regolare nel tempo. Tali costi sono capitalizzabili solamente se è probabile che producano benefici economici futuri ulteriori rispetto a quelli stimati inizialmente in relazione all’utilizzo dell’immobilizzazione. Inoltre il costo deve poter essere misurato in maniera attendibile.

Lo IAS 16 sottolinea, inoltre, che poiché gli interventi di rifacimento in esame indicano con certezza che le componenti sostituite hanno perso di valore, occorre stornare dal bilancio il valore contabile netto della parte sostituita;

 

  • manutenzioni ad intervalli regolari (regular major inspections). Si tratta di costi sostenuti in relazione a talune categorie di cespiti che, per poter continuare ad essere utilizzati devono necessariamente subire delle ispezioni o verifiche ad intervalli regolari, come accade, ad esempio con un aeromobile. I costi per tali verifiche devono essere sostenuti a prescindere dalla necessità di procedere ad una sostituzione di alcune parti del cespite. Il costo di tali verifiche va capitalizzato sempre se da esso si presume si possano trarre benefici economici futuri e se esso è misurabile in modo attendibile. Il valore residuo di precedenti manutenzioni che siano state capitalizzate deve essere stornato dal bene e portato a Conto economico nel momento in cui è effettuata una nuova manutenzione.

 

 
   

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