|
Le spese di manutenzione si distinguono
in spese di manutenzione ordinarie e spese di manutenzione
straordinarie.
Si considerano manutenzioni ordinarie
le spese di riparazione e le manutenzioni effettuate con lo scopo di
mantenere l’immobilizzazione in buono stato di funzionamento, come
possono essere le spese di verniciatura, di pulizia, di sostituzione di
parti deteriorate dall’uso. In pratica si tratta di spese che si manifestano
in modo ricorrente nell’impresa.
Tra le spese di manutenzione ordinarie si
comprendono anche i costi rivolti all'ampliamento, ammodernamento
o miglioramento degli elementi strutturali di
un'immobilizzazione, incluse le modifiche e le ristrutturazioni effettuate
se queste non comportano un aumento significativo e misurabile di capacità o
di produttività o della sicurezza o della vita utile del cespite.
Inoltre si fanno rientrare tra le manutenzioni
ordinarie anche le spese sostenute per il rinnovo di una parte soltanto di
un’immobilizzazione materiale quando i costi sostenuti hanno lo scopo di
mantenere l'integrità originaria.
Per spese di manutenzione straordinarie
si intendono, invece, quelle spese sostenute con lo scopo di aumentare
la capacità produttività o la vita utile di un cespite. Affinché si
possa parlare di manutenzioni straordinarie è necessario che tale aumento
sia significativo e tangibile.
Le spese di manutenzione e riparazione
ordinarie confluiscono a Conto economico come costi di esercizio.
Le spese di manutenzione e riparazione
straordinaria sono costi capitalizzabili.
Se si tratta di lavori appaltati a terzi, per
cui il costo è stato rilevato registrando la relativa fattura, la
capitalizzazione è fatta con la scrittura:
|
Impianti |
a |
Spese di ampliamento |
|
1.000 |
|
|
|
|
|
|
Se invece, i lavori di manutenzione sono stati
eseguiti dall’impresa stessa, con la conseguenza che i relativi costi sono
confluiti in modo indistinto a Conto economico occorre stornare quella parte
di costi da capitalizzare. Le spese da capitalizzare sono quelle per
materiali, servizi e lavoro.
I materiali utilizzati per eseguire le
manutenzioni vanno indicati in bilancio tra i componenti negativi
di reddito se si tratta di beni il cui costo unitario è modesto
e che presentano un valore piuttosto costante nel tempo. La
regola non si applica ai pezzi di ricambio..
|
Impianti |
a |
Incrementi di immobilizzazioni
per lavori interni |
|
1.000 |
|
|
|
|
|
|
A tale proposito l’Oic16 precisa che è
opportuno denominare “spese di manutenzioni” solo quelle ordinarie
e di chiamare, invece, le spese di manutenzione straordinarie con il
termine che individua in modo più appropriato il tipo di lavoro svolto: ad
esempio, spese per ampliamento, spese per miglioramento, spese di
sostituzione, ecc..
Se i materiali usati nelle manutenzioni hanno
un costo unitario elevato essi sono considerati delle rimanenze.
La norma di comportamento n.129
dell’Associazione dei dottori commercialisti di Milano precisa che le spese
di manutenzione straordinaria non assumono autonoma rilevanza. La
conseguenza è che esse, una volta capitalizzate, seguono la procedura di
ammortamento del bene di cui sono diventate parte integrante. Infatti, da un
punto di vista contabile, le spese in oggetto, oltre a poter essere portate
in aumento del costo del bene potrebbero anche essere indicate distintamente
tra le immobilizzazioni materiali in modo separato rispetto al bene cui si
riferiscono.
|