BENI IN LEASING

LORO ESPOSIZIONE IN BILANCIO

Aggiornato al 14.12.2015

Il leasing è un contratto mediante il quale un’impresa prende in locazione da un’altra azienda dei beni mobili o immobili dietro pagamento di un determinato compenso periodico e con la possibilità di riscattare il bene al termine della locazione in base ad un prezzo di riscatto fissato sin dal momento della conclusione del contratto.

Il leasing si differenzia in leasing operativo e leasing finanziario. Mentre il primo è assimilabile ad un contratto di noleggio, il secondo rappresenta una forma di finanziamento per l’impresa.

I principi contabili nazionali e quelli internazionali prevedono modalità di contabilizzazione delle operazioni di locazione finanziaria molto diverse tra loro.

Le imprese che concedono beni in locazione finanziaria devono esporre tali beni, in bilancio, separatamente rispetto alle altre immobilizzazioni materiali ed immateriali. E’ questa una modifica introdotto allo schema di Stato patrimoniale previsto dall’art.2424 dalla riforma del diritto societario. L’indicazione separata riguarda tutte le voci incluse nella classe “Immobilizzazioni” (B). L’indicazione separata riguarda le sole immobilizzazioni che formano oggetto di contratto di leasing finanziario e non quelle che formano oggetto di contratti di leasing operativo.

La norma non prevede come debba essere effettuata l’indicazione distinta delle immobilizzazioni materiali ed immateriali concesse in leasing rispetto alle altre. Si potrebbe, ad esempio, indicare l’importo complessivo delle immobilizzazioni materiali ed immateriali ed indicare con un “di cui” l’importo di quelle concesse il leasing.

Non è previsto, invece, nessuna informazione aggiuntiva che il locatore debba fornire in Nota integrativa circa le operazioni di locazione finanziaria poste in essere. Ciò nonostante, l’Oic1 suggerisce di fornire, nel bilancio del locatore l’informativa sui crediti e sugli interessi impliciti nei contratti di locazione.

A questo proposito occorre ricordare che, se il locatore è una banca o un ente finanziatore, non è tenuto a redigere il bilancio applicando le regole contenute nel Codice civile con la conseguenza che ciò che viene detto di seguito riguarda solamente le società iscritte nell’apposita sezione dell’elenco generale di cui all’art.113 del Testo Unico Bancario.

Poiché le immobilizzazioni continuano ad essere iscritte nello Stato patrimoniale del locatore, sarà il locatore a calcolare le quote di ammortamento su tali beni e a rilevarli nel Conto economico, insieme ai ricavi derivanti dai canoni di leasing percepiti di competenza dell’esercizio.

Per contro il locatario si limiterà a rilevare nel Conto economico i costi relativi ai canoni di leasing pagati di competenza dell’esercizio e ad iscrive nei conti d’ordine i canoni che devono ancora scadere. Egli dovrà integrare tali dati con una informativa aggiuntiva da inserire in Nota integrativa.


Leasing: metodo patrimoniale

Questo modo di rilevare le operazioni di leasing finanziario prende il nome di metodo patrimoniale è si fonda soprattutto sulla considerazione che la proprietà del bene concesso in leasing rimane in capo alla società concedente. Alla scadenza del contratto, se il locatario riscatta il bene, esso non comparirà più nell’attivo del bilancio del locatore, mentre sarà iscritto nel bilancio del locatario che potrà iniziare a calcolare su di esso le quote di ammortamento.

Va precisato che il D.Lgs.139/2015 ha soppresso l’obbligo di indicare in calce allo Stato patrimoniale i conti d’ordine. Pertanto, a partire dai bilanci relativi all’esercizio 2016, tale indicazione dovrà essere fornita esclusivamente in Nota integrativa.

I principi contabili internazionali (IAS 17), invece, prevedono la contabilizzazione delle operazioni di locazione finanziaria in base al metodo finanziario che fa prevalere la sostanza sulla forma. Con tale metodo il bene in leasing è iscritto nell’attivo dello Stato patrimoniale del locatario e non del locatore. Di conseguenza le quote di ammortamento sono addebitate nel Conto economico del locatario. Egli, inoltre, rileva nel passivo dello Stato patrimoniale il debito per la quota capitale di canoni ancora dovuti e nel Conto economico gli oneri finanziari per la quota interessi e gli oneri accessori corrisposti e di competenza dell’esercizio.

Il locatore, invece, iscrive nell’attivo dello Stato patrimoniale il credito per la parte relativa alla quota capitale dei canoni da percepire e nel Conto economico la parte dei canoni di leasing di competenza dell’esercizio relativa alla quota interessi percepita comprensiva degli oneri accessori.


Leasing: metodo finanziario

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:
I nostri ebook


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net