QUALI
CONTI D’ORDINE INDICARE NELLO STATO PATRIMONIALE
Per
rispondere alla domanda “Quali conti d’ordine vanno indicati in
bilancio” occorre fare riferimento a quanto previsto dall’art.2424 del
Codice civile, al quarto comma,.
Tale
norma recita “in calce allo stato patrimoniale devono risultare le
garanzie prestate direttamente o indirettamente, distinguendosi tra
fidejussioni, avalli, altre garanzie personali e garanzie reali, ed
indicando separatamente, per ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e collegate nonché di controllanti e
di imprese sottoposte al controllo di queste ultime; devono inoltre
risultare gli altri conti d'ordine”.
Quindi,
vanno indicate in bilancio, per espressa previsione di legge:
La
norma fa, dunque, espresso riferimento ai conti d’ordine previsti
nell’ambito del sistema dei rischi.
Tuttavia,
per poter rispettare il contenuto dell’art.2423 del Codice civile, comma
2, (“il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve
rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale
e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio”) è
necessario che lo Stato patrimoniale contenga l’indicazione di tutti i
conti d’ordine, non solo quelli relativi al sistema dei rischi.
Sempre
l’art.2423 del Codice civile, comma 3, precisa infatti che “se le
informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono
sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono
fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo”.
Non
vanno, invece, riportati nello Stato patrimoniale, tra i conti d’ordine
quegli accadimenti che sono già stati oggetto di rilevazione nel
sistema principale, in quanto in questo caso si finirebbe con effettuare una
duplicazione che nuocerebbe solamente alla chiarezza del bilancio (OIC 22).
COME
VANNO ESPOSTI I CONTI D'ORDINE NELLO STATO PATRIMONIALE
Nello
Stato patrimoniale i conti d’ordine vanno indicati in calce alle altre
voci, in unica colonna (o solo nell’attivo o solo nel passivo), e gli
importi in essi espressi non devono essere sommati né ai totali dell'attivo
né a quelli del passivo. Anche se non espressamente richiesto dalla norma,
è opportuno effettuare, anche per questi conti, una comparazione con i
valori dell'anno precedente.
I
CONTI D’ORDINE NELLA NOTA INTEGRATIVA
In
Nota integrativa, per quanto riguarda i conti d’ordine, occorre:
-
indicare
gli impegni che non risultano in calce allo stato patrimoniale
(ad esempio perché non è possibile indicarne l’importo;
-
fornire
le notizie sulla composizione e sulla natura dei conti
d’ordine indicati in calce allo Stato patrimoniale. Queste
notizie devono essere fornite se utili per valutare la situazione
finanziaria e patrimoniale dell'impresa. Occorre inoltre specificare i
conti d’ordine inerenti ad imprese controllate, collegate,
controllanti e ad imprese sottoposte al controllo di queste ultime.
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