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Si parla di scoperto di conto, o
scoperto di cassa o fido di cassa e rappresenta una forma di
finanziamento alla quale ricorrono tutte le imprese di qualsiasi dimensione
e veste giuridica.
L’impresa che ha un conto corrente presso una
banca riceve da questa, in genere, la possibilità di prelevare dal conto più
di quanto essa ha disponibile sul conto, ed entro un importo massimo
fissato.
Supponiamo che l’impresa abbia sul proprio
conto un importo di 3.000 euro, ma ha bisogno di prelevare 5.000 euro. Essa
potrà farlo se lo scoperto di conto accordatole dalla banca ammonta almeno a
2.000 euro. Si dice allora che l’impresa va in rosso.
Lo scoperto di conto serve essenzialmente per
far fronte a temporanee esigenze di liquidità, per eliminare degli
scostamenti temporali tra incassi e pagamenti o anche per coprire eventuali
insoluti o per effettuare degli acquisti approfittando di condizioni
particolarmente favorevoli.
L’impresa che utilizza lo scoperto di conto
dovrebbe tuttavia farlo cercando di rientrare in tempi rapidi
dall’esposizione e ciò soprattutto per due ragioni:
la prima è legata al costo di tale
forma di finanziamento per la quale le banche applicano un tasso di
interesse superiore rispetto ad altre e per la quale sono previste una serie
di ulteriori spese a carico dell’azienda (spese per operazione, spese di
tenuta conto, ecc..);
la seconda è legata al fatto che trattandosi
di un finanziamento a breve termine esso non dovrebbe mai essere impiegato
per effettuare investimenti a medio o lungo termine in quanto si verrebbe a
creare una struttura finanziaria squilibrata per l’impresa.
Per tanto lo scoperto di conto non dovrebbe
mai essere usato per effettuare degli investimenti da parte delle imprese
quali acquisti di immobilizzazioni o di beni facenti parte del magazzino.
In questi casi l’impresa finirebbe con l’addossarsi dei costi eccessivi
rispetto ad altre forme di finanziamento più adatte e con il ritrovarsi con
una struttura finanziaria non equilibrata per quanto riguarda il rapporto
tra fonti di finanziamento e impieghi.
Tuttavia, nella pratica, si assiste spesso al
ricorso da parte delle aziende allo scoperto di conto per esigenze diversi
rispetto all’elasticità di cassa. E ciò soprattutto per la facilità con la
quale l’impresa può ricorrere a tale forma di finanziamento, per il fatto
che l’impresa paga gli interessi solamente sugli importi utilizzati e ancora
perché essa può decidere in modo autonomo il piano di rimborso, cioè la
frequenza e l’entità dei versamenti effettuati sul conto al fine di
rientrare dallo scoperto.
Talvolta, tuttavia, un ricorso improprio allo
scoperto di conto da parte delle aziende è dovuto anche alla mancanza di
informazioni su altre forme di finanziamento più adeguate rispetto alle
esigenze specifiche dell’impresa. |