RAVVEDIMENTO OPEROSO

LE NOVITÀ INTRODOTTE IN TEMA DI RAVVEDIMENTO OPEROSO DA PARTE DELLA LEGGE DI STABILITÀ 2015

Aggiornato al 24.02.2015

Il ravvedimento operoso permette, al contribuente che ha commesso delle irregolarità fiscali o delle omissioni, di regolarizzare spontaneamente la propria posizione attraverso una riduzione delle sanzioni applicabili.

La L.190/2014, detta Legge di Stabilità 2015, ha modificato la materia introducendo nuove ipotesi di ravvedimento operoso.


Innanzitutto va detto che in precedenza la violazione era sanabile, solamente a condizione che:

  • la violazione non fosse stata già constatata dall’ufficio o dall’ente impositore;
  • non fossero iniziati accessi, ispezioni o verifiche;
  • non fossero iniziate altre attività amministrative di accertamento.

Con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate (IRPEF, IRES, Addizionali, IVA, IRAP, imposta di bollo, imposte di registro, imposte ipotecarie e catastali, di successione e donazione, RAI), tale preclusione non opera. Pertanto è possibile il ravvedimento anche se è in corso un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Rimane salva la preclusione del ravvedimento in caso di notifica di atti di liquidazione e di accertamento, incluse le comunicazioni relative ai controlli formali recanti somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/73 e dell’articolo 54-bis del DPR 633/72.

L’avvenuta regolarizzazione mediante ravvedimento operoso non preclude l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento.


Le fattispecie di ravvedimento previste, prima dell’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015, erano:

  • ravvedimento breve - nel caso in cui la violazione venga sanata entro 30 giorni dalla data della commissione. In questa ipotesi si applica la sanzione ridotta pari ad 1/10 della sanzione minima prevista;
  • ravvedimento lungo - nel caso in cui la violazione venga sanata entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso della quale la violazione è stata commessa o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 1 anno dall’omissione o dall’errore. In questo caso si applica la sanzione ridotta di 1/8 della sanzione minima.

Queste disposizioni si applicano ad imposte dirette (IRPEF, IRAP, IRES), imposte indirette ( IVA, imposte di registro, imposte ipotecarie e catastali, imposte di successione e donazione ecc..), tributi locali (IMU), altre tipologie di imposte ( tassa CCIAA, tasse di vidimazione registri).

A queste due ipotesi, a partire dal luglio 2011, si è aggiunto anche il ravvedimento sprint o ravvedimento veloce, cioè il ravvedimento effettuato entro i 14 giorni successivi alla scadenza del termine stabilito per effettuare il versamento di quanto dovuto dal contribuente. In questo caso la sanzione ridotta applicabile è pari ad 1/15 per ciascun giorno di ritardo. Tale riduzione si aggiunge a quella prevista in caso di ravvedimento breve.

In caso di omessa presentazione della dichiarazione è possibile effettuare il ravvedimento operoso entro 90 giorni dalla scadenza del termine con applicazione della sanzione pari ad 1/10 del minimo.


Ora, la Legge di Stabilità, ha previsto altre 4 ipotesi di ravvedimento che si aggiungono alle precedenti:

  • ravvedimento eseguito entro il 90° giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore. In questa ipotesi la sanzione ridotta ammonta ad 1/9 della sanzione minima;
  • ravvedimento eseguito entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione o, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall’omissione o dall’errore. In questa ipotesi la sanzione ridotta ammonta ad 1/7 della sanzione minima;
  • ravvedimento eseguito oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall’omissione o errore. In questa ipotesi la sanzione è ridotta ad 1/6 del minimo.

Queste due ultime ipotesi di ravvedimento sono applicabili solamente ai tributi di competenza dell’Agenzia delle Entrate;

  • ravvedimento nel caso in cui la regolarizzazione avviene dopo la constatazione di violazione mediante processo verbale. In questo caso la sanzione ridotta è pari ad 1/5 del minimo. Tuttavia sono escluse da tale ipotesi i casi di mancata emissione di scontrino fiscale o ricevuta o documento di trasporto, di emissione di tali documenti per un importo inferiore al reale o in caso di omessa installazione del registratore di cassa.

Le nuove disposizioni si applicano alle violazioni commesse a partire dall’ 01/01/2015. Tuttavia, in base al principio del favor rei potrebbero essere applicabili anche a violazioni commesse prima di tale data.

 
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