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Approfondimenti

 
   
  Ravvedimento operoso - come si applica il ravvedimento operoso in caso di violazioni relative all'imposta di registro - a cura di www.StudioLicata.org

 

 

 
 
Approfondimento del 17.05.2008

 

N.d.R.: per le nuove misure delle sanzioni in caso di ravvedimento, leggi Ravvedimento operoso: nuove misure delle sanzioni e Ravvedimento operoso 2011

 

Il ravvedimento dell’imposta di registro, introdotto dall’art. 13 del D. Lgs. 472/1997, rappresenta una novità in questo ambito, in quanto accoglie la regolarizzazione di imposte quale INVIM, imposte ipotecari e catastali, dapprima esclusi da questo istituto. La regolarizzazione consiste in

 

 

OMESSA PRESENTAZIONE DI REGISTRAZIONE O DI PRESENTAZIONE DELLA DENUNCIA

L’istituto del ravvedimento operoso prevede per questo tipo di violazione una sanzione amministrativa dal

120 al 240% dell’imposta dovuta.

Tuttavia la stessa legge prevedere che la violazione si può sanare

 

  1. entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il contestuale pagamento:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/8 del minimo della sanzione irrogabile (1/8 del 120% pari al 15%);

  • degli interessi moratori;

  1. entro il termine per il ravvedimento lungo entro l’anno in cui è stata commessa la violazione mediante il contestuale pagamenti:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/5 del minimo della sanzione irrogabile (1/5 del 120 pari al 24%);

  • degli interessi moratori.

Si ricorda che gli interessi calcolati vengono calcolati col tasso legale e con maturazione giorno per giorno. Si ricorda, inoltre, che bisogna contestualmente registrare l’atto o il contratto a cui si riferisce il ravvedimento e che il ravvedimento e produce la propria efficacia sono se non sono iniziate ispezioni, verifiche o iniziati accessi da parte degli organi preposti.

 

 

INSUFFICIENTE DICHIARAZIONE DI VALORE

Nel caso in cui il valore definitivamente accertato dei beni soggetti alla valutazione automatica superi quello dichiarato, si applica la sanzione amministrativa pari dal 100% al 200% della maggiore imposta. Per insufficiente dichiarazione di valore dei beni immobili non soggetti a valutazione automatica, la sanzione si applica anche se il valore definitivamente accertato, ridotto di ¼ non supera il dichiarato.

 

In questa ipostesi, il contribuente che intenda avvalersi del ravvedimento operoso, dovrà produrre una dichiarazione integrativa di valore, entro un anno dalla data in cui è stata commessa l’infrazione.

Poiché in caso di integrazione del valore dichiarato, non è prevista l’autoliquidazione dell’imposta da parte del contribuente, il ravvedimento dovrà essere articolato in due parti:

 

  • entro il termine di un anno va presentata dichiarazione integrativa di valore allo stesso ufficio presso cui è stato registrato l'atto originario;

 

  • successivamente, ma non oltre due anni dal pagamento dell’imposta principale, l’ufficio provvede a liquidare alla parte apposito avviso di accertamento contenente la liquidazione della maggiore imposta dovuta degli interessi maturati nonché la sanzione del 20% (1/5 del minimo). Tale atto deve contenere l’avvertenza che viene notificato al fine di rendere definitivo il perfezionamento

    del ravvedimento e che, pertanto, non può essere impugnato.

     

    Il mancato pagamento nel temine indicato nell’avviso di liquidazione rende inefficace la regolarizzazione e consente all’ufficio di procedere alla rettifica del valore dichiarato, con la conseguente applicazione della sanzione nella misura intera.

TARDIVO PAGAMENTO DEL VERSAMENTO

In caso di tardivo pagamento è prevista la sanzione del 30% ridotta come sotto riportato, rispettivamente se pagata:

  1. entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il contestuale pagamento:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/8 del minimo della sanzione irrogabile;

  • degli interessi moratori;

  1. entro un anno dalla commessa la violazione mediante il contestuale pagamento:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/5 del minimo della sanzione irrogabile;

  • degli interessi moratori.

Pertanto, l’ammontare della sanzione ridotta sarà pari al:

  • 3,75% (ossia 1/8 della sanzione minima pari al 30%) dell’imposta non versata, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni dalla violazione;

  • 6% (ossia 1/5 della sanzione minima pari al 30%) dell’imposta non versata, se la regolarizzazione avviene entro l’anno in cui è stata commessa la violazione (cosiddetto “ravvedimento lungo”).

 

 

OMESSA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

In caso di omessa presentazione della dichiarazione di successione è prevista una sanzione amministrativa dal 120 al 240% dell’imposta liquidata o riliquidata dall’ufficio. Se non è dovuta imposta, si applica la

sanzione da 258 € 1.032 €. Pertanto l’istituto prevede che la violazione si può sanare

 

  1. entro 30 giorni dalla commissione della violazione, mediante il contestuale pagamento:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/8 del minimo della sanzione irrogabile (1/8 del 120% pari al 15%);

  • degli interessi moratori;

  1. entro il termine per il ravvedimento lungo entro l’anno dalla dat di scadenza di presentazione della dichiarazione mediante il contestuale pagamento:

  • dell’imposta dovuta;

  • di 1/5 del minimo della sanzione irrogabile (1/5 del 120 pari al 24%);

  • degli interessi moratori.

Si ricorda che gli interessi calcolati vengono calcolati col tasso legale e con maturazione giorno per giorno. Qualora l’omissione riguardi una dichiarazione per la quale non è dovuta imposta di successione, il ravvedimento può essere effettuato entro un anno con il pagamento

di euro 51 pari a 1/5 di 258 €.

 
   
   

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