CONTABILITA' SEMPLIFICATA: ATTIVITA' MISTA

COME STABILIRE SE L'IMPRESA PUÒ ADOTTARE IL REGIME DI CONTABILITÀ SEMPLIFICATA IN CASO DI CONTABILITÀ MISTA

Aggiornato al 05.01.2017

Le imprese individuali e le società di persone possono accedere al regime di contabilità semplificata se nell’ anno solare precedente hanno percepito ricavi non superiori a:

  • 400.000 euro se svolgono attività di prestazione di servizi;
  • 700.000 euro se svolgono altre attività.

Ci sono, però, imprese che esercitano allo stesso tempo, sia attività di prestazione di servizi che altre attività. In questi casi, qual è l’entità dei ricavi ai quali occorre fare riferimento per stabilire se si può tenere il regime di contabilità semplificata o meno?


In questi casi occorre distinguere due ipotesi:

  • l’impresa annota distintamente i ricavi dell’una e dell’altra attività;
  • l’impresa non annota distintamente i ricavi.

Nel primo caso si fa riferimento all’entità dei ricavi derivanti dall’ attività prevalente.

Nel secondo caso si considerano prevalenti le attività diverse dalla prestazione di servizi, quindi si fa riferimento al limite di 700.000 euro.


Nel caso in cui vi sia un’annotazione distinta di ricavi, il meccanismo di calcolo da applicare è il seguente:

  • si determinano i ricavi derivanti dalle attività di prestazione di servizi e quelli derivanti da altre attività svolte dall’impresa;
  • si determina, in base ai ricavi percepiti, qual è l’attività prevalente tra quelle esercitate;
  • si verifica che, per l’attività prevalente, non sia superato il limite di ricavi fissato dalla norma;
  • si verifica che non risulti superato il limite massimo di ricavi per rientrare nel regime semplificato, ovvero 700.000 euro.


Esempio 1.
La società Rossi e C. Snc esercita contemporaneamente un’attività di trasporto (prestazione di servizi) e un’attività di vendita di materiale per imballaggi (attività diversa dalla prestazione di servizi).
La società ha percepito nell’anno precedente ricavi complessivi per 650.000 €.
Essa non effettua una annotazione distinta dei ricavi conseguiti dalle due attività.

Si farà allora riferimento al limite relativo alle attività diverse dalle prestazioni di servizi, cioè al limite di 700.000 €.

Poiché tale limite non è stato superato l’impresa potrà tenere nell’anno successivo la contabilità semplificata.


Esempio 2.
La società Rossi e C. Snc esercita contemporaneamente un’attività di trasporto e un’attività di vendita di materiale per imballaggi.
La società effettua una annotazione distinta dei ricavi percepiti dalle due attività. Nell’anno precedente essa ha rilevato ricavi:

  • relativi all’attività di trasporto per un ammontare di 350.000 €
  • relativi all’attività di vendita per un ammontare di 100.000 €.

L’attività di trasporto è un’attività di prestazione di servizi.

L’attività di vendita di materiale per imballaggi è un’attività diversa dalle prestazioni di servizi.

L’attività prevalente è l’attività di prestazione di servizi che ha permesso di percepire i maggiori ricavi nell’anno precedente (350.000 €).

Per l’attività prevalente non è stato superato il limite di ricavi fissato dalla norma (400.000 €).

Non risulta superato neppure il limite massimo di ricavi per rientrare nel regime semplificato (700.000 €), infatti le due attività hanno determinato complessivamente un volume di ricavi di 450.000 € (350.000 + 100.000).

L’impresa, nell’anno successivo, può adottare la contabilità semplificata.


Esempio 3.
La società Rossi e C. Snc esercita contemporaneamente un’attività di trasporto e un’attività di vendita di materiale per imballaggi.
La società effettua una annotazione distinta dei ricavi percepiti dalle due attività. Nell’anno precedente essa ha rilevato ricavi:

  • relativi all’attività di trasporto per un ammontare di 390.000 €
  • relativi all’attività di vendita per un ammontare di 360.000 €.

L’attività di trasporto è un’attività di prestazione di servizi.

L’attività di vendita di materiale per imballaggi è un’attività diversa dalle prestazioni di servizi.

L’attività prevalente è l’attività di prestazione di servizi che ha permesso di percepire i maggiori ricavi nell’anno precedente (390.000 €).

Per l’attività prevalente non è stato superato il limite di ricavi fissato dalla norma (400.000 €).

Risulta però superato il limite massimo di ricavi per rientrare nel regime semplificato (700.000 €), infatti le due attività hanno determinato complessivamente un volume di ricavi di 750.000 € (390.000 + 360.000).

L’impresa, nell’anno successivo, non può adottare la contabilità semplificata.

Esempio 4.
Un imprenditore esercita contemporaneamente tre distinte attività:

  • bar – ricavi percepiti nell’anno precedente 200.000 €;
  • tabacchi – ricavi percepiti nell’anno precedente 120.000 €;
  • giochi e scommesse – ricavi percepiti nell’anno precedente 180.000 €.

L’imprenditore effettua l’annotazione distinta dei ricavi derivanti dalle tre attività.

L’attività del bar è un’attività di prestazione di servizi.

L’attività di rivendita di tabacchi è un’attività diversa dalla prestazione di servizi.

L’attività di giochi e scommesse è un’attività di prestazione di servizi rientrando tra le obbligazioni di fare, non fare e permettere.

L’attività prevalente è l’attività di prestazione di servizi che ha permesso di percepire i maggiori ricavi nell’anno precedente (200.000 + 180.000 = 380.000 €).

Per l’attività prevalente non è stato superato il limite di ricavi fissato dalla norma (400.000 €).

Non risulta neppure superato il limite massimo di ricavi per rientrare nel regime semplificato (700.000 €), infatti le tre attività hanno determinato complessivamente un volume di ricavi di 500.000 € (200.000 + 120.000 + 180.000).

L’impresa, nell’anno successivo, può adottare la contabilità semplificata.

 
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