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Deducibilità delle sopravvenienze passive - le sopravvenienze passive ai fini delle imposte sul reddito

 


 
 
 

Approfondimento del 23.01.2010

 

La materia delle sopravvenienze passive è regolata, sotto il profilo fiscale, dall’art. 101 del TUIR.

 

Il comma 4, di tale articolo, precisa si considerano sopravvenienze passive:

  • il mancato conseguimento di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;

  • il sostenimento di spese, perdite od oneri a fronte di ricavi o altri proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;

  • la sopravvenuta insussistenza di attività iscritte in bilancio in precedenti esercizi.

 

In pratica, sotto il profilo fiscale, sono considerate sopravvenienze passive:

  • sia le sopravvenienze passive in senso stretto (nuove passività o nuovi costi che si aggiungono ai precedenti);

  • che quelle che contabilmente sono chiamate più propriamente insussistenze passive (mancato conseguimento di ricavi, sopravvenuta insussistenza di attività).

 

Le sopravvenienze passive che rientrano nelle categorie appena viste, sono deducili.

 

Non vengono considerate sopravvenienze passive, per espressa previsione di legge, le sopravvenute insussistenze di attività iscritte in bilancio in precedenti esercizi di cui all’art.87 del TUIR: si tratta cioè di quelle immobilizzazioni finanziarie per le quali è applicabile il regime della PEX (partecipation exemption).

 

Sempre per espressa previsione di legge, nelle società di persone:

  • i versamenti in denaro o in natura fatti a fondo perduto o in conto capitale alle società dai propri soci;

  • la rinuncia dei soci ai crediti;

non sono ammessi in deduzione, ma il loro relativo ammontare si aggiunge al costo della partecipazione.

 

In ogni caso non sono deducibili le sopravvenienze passive relative al mancato conseguimento di ricavi non imponibili relativi a precedenti esercizi.

 

 
 

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