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La
materia delle sopravvenienze passive è regolata, sotto il profilo fiscale,
dall’art. 101 del TUIR.
Il
comma 4, di tale articolo, precisa si considerano sopravvenienze
passive:
-
il
mancato conseguimento di ricavi o altri proventi che hanno concorso
a formare il reddito in precedenti esercizi;
-
il
sostenimento di spese, perdite od oneri a fronte di ricavi o altri
proventi che hanno concorso a formare il reddito in precedenti esercizi;
-
la
sopravvenuta insussistenza di attività iscritte in bilancio in
precedenti esercizi.
In
pratica, sotto il profilo fiscale, sono considerate sopravvenienze passive:
-
sia
le sopravvenienze passive in senso stretto (nuove passività o
nuovi costi che si aggiungono ai precedenti);
-
che
quelle che contabilmente sono chiamate più propriamente insussistenze
passive (mancato conseguimento di ricavi, sopravvenuta insussistenza
di attività).
Le
sopravvenienze passive che rientrano nelle categorie appena viste,
sono deducili.
Non
vengono considerate sopravvenienze passive, per espressa previsione
di legge, le sopravvenute insussistenze di attività iscritte in bilancio in
precedenti esercizi di cui all’art.87 del TUIR:
si tratta cioè di quelle immobilizzazioni finanziarie per le quali è
applicabile il regime della PEX (partecipation exemption).
Sempre
per espressa previsione di legge, nelle società di persone:
non
sono ammessi in deduzione, ma il loro relativo ammontare si aggiunge al
costo della partecipazione.
In
ogni caso non sono deducibili le sopravvenienze passive
relative al mancato conseguimento di ricavi non imponibili
relativi a precedenti esercizi.
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