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Il
periodo di preavviso che il datore di lavoro deve dare al dipendente
in caso di licenziamento o che il dipendente deve dare al datore di lavoro
in caso di dimissioni, è fissato dai contratti collettivi di settore
in base alla qualifica del lavoratore e alla sua anzianità di
servizio.
La
durata del preavviso può essere regolata anche da accordi individuali che
prevedono periodi di preavviso più favorevoli per il lavoratore rispetto a
quelli stabiliti dai contratti collettivi.
Vediamo
quali sono le regole da applicare, in generale, nel calcolo del periodo
di preavviso tenendo conto che i vari contratti collettivi
o quelli individuali possono stabilire regole particolari da
applicarsi.
DECORRENZA
DEL PREAVVISO
Il
periodo di preavviso decorre dal momento in cui perviene alla
controparte la comunicazione del recesso.
Il
momento in cui la controparte viene a conoscenza del recesso o è posta in
condizione di venirne a conoscenza, rappresenta il momento a partire dal
quale comincia a decorrere il periodo di preavviso.
Esempio
1:
il
lavoratore invia in data 10/03 raccomandata al datore di lavoro per
comunicare il suo licenziamento. La raccomandata giunge al datore di lavoro
in data 12/03. Il periodo di recesso decorre da tale data.
Alcuni
contratti collettivi prevedono espressamente che il periodo di preavviso
decorre dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese. Così, ad esempio,
dispone il contratto del settore commercio.
Esempio
2:
il
lavoratore invia in data 10/03 raccomandata al datore di lavoro per
comunicare il suo licenziamento. La raccomandata giunge al datore di lavoro
in data 12/03. Il periodo di recesso decorre dal 16/03.
CONTEGGIO
DEI GIORNI DI PRAVVISO
Se
i termini del preavviso sono espressi, nel contratto collettivo o
individuale, in giorni, si fa riferimento ai giorni di calendario.
A
meno che non sia il contratto a fare espresso riferimento a giorni
lavorativi, lavorati, ecc..
Esempio
1:
Il
contratto del commercio fa espresso riferimento ai giorni di calendario.
Quindi
se un dipendente deve dare 15 giorni di preavviso occorre conteggiare anche
i sabati (anche se non lavorativi), le domeniche e le eventuali festività.
PREAVVISO
E PART-TIME
Nel
caso di lavoratori part-time la durata del preavviso si calcola per giorni
interni esattamente come accade per i lavoratori a tempo pieno.
Esempio:
lavoratore
dipendente per il quale sono previsti 20 giorni di preavviso. Il dipendente
lavora 4 ore al giorno.
Il
preavviso va calcolato in 20 giorni di calendario.
Chiaramente,
in caso di part-time, l’eventuale indennità sostitutiva di preavviso deve
essere ridotta in proporzione all’orario di lavoro part-time. |