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Mix vendite e margine medio
I dati in tabella si riferiscono all'esempio
descritto nella precedente lezione.
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Prodotti |
Vendite |
Mix vendite
(A) |
Margine di contribuzione (*) (B) |
Media Ponderata
(A x B) |
| Prodotto 1 |
1.500.000 |
18,9% |
31,7% |
6,0% |
| Prodotto 2 |
7.042.853 |
29,5% |
36,2% |
10,7% |
| Prodotto 3 |
5.357.150 |
22,4% |
38,0% |
8,5% |
| Prodotto 4 |
3.400.000 |
14,2% |
32,5% |
4,6% |
| Prodotto 5 |
3.570.000 |
15,0% |
35,7% |
5,3% |
| TOTALE |
23.870.003 |
100,0% |
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35,2% |
(*) Calcolato con il metodo del Direct
Costing Semplice
Margine medio aziendale: 35,2%
Conoscere il “mix margini”…
... è fondamentale per diversi scopi:
- Evitare di ragionare soltanto in termini di margine medio.
Infatti, la media può “nascondere” prodotti a margine nullo o
addirittura negativo
- Semplifica le previsioni di budget ed aiuta a comprendere dove
è necessario intervenire, per migliorare i risultati aziendali
- Consente di calcolare il “Break even point” (fatturato
minimo, necessario per il pareggio)
Grafico del break even point

- Si ipotizza che i costi variabili crescano in modo
proporzionale al crescere delle vendite (retta crescente)
- Invece, i costi fissi sono rappresentati con una retta
orizzontale (costante)
- Per conseguenza, i costi totali sono rappresentati dalla
sovrapposizione (somma) della retta crescente dei costi
variabili e di quella costante dei costi fissi
- I ricavi di vendita sono rappresentati con una retta
inclinata che parte da zero e cresce col crescere del
volume delle vendite.
- Il punto d’intersezione tra la retta dei ricavi e quella dei
costi totali, dicesi “punto di pareggio” (Break Even Point).
- I due triangoli contrapposti, con vertice comune nel punto
di B.E.P. che vengono così a formarsi, rappresentano:
- l’area delle perdite, quello di sinistra;
- l’area dei profitti, quello di destra.
Il calcolo del BEP
BEP = CF : MdC dove: • CF = costi fissi
• MdC = margine di contribuzione %
Pregi e limiti del modello
La Break Even Analysis è una rappresentazione semplificata della
realtà, in quanto costi e ricavi, per convenzione, hanno sempre
l’andamento lineare. Tuttavia, è sufficientemente approssimata e
fornisce rapidamente un ordine di grandezza per le strategie
produttive e di vendita.
Direct costing
evoluto
Si basa sulla classificazione dei costi specifici (diretti) e comuni
(indiretti)
Prevede che al prodotto (oggetto di calcolo) si attribuiscano
soltanto gli elementi di costo specifici (diretti), sia
variabili, sia fissi
In altri termini - oltre ai costi variabili - si attribuiscono ai prodotti
soltanto quei costi fissi sostenuti specificamente per singoli prodotti
costi riferibili ad un reparto “dedicato” alla produzione di una
determinata linea di prodotti
costi di un’iniziativa commerciale, mirata alla promozione di uno
specifico prodotto
ecc.
E’ un metodo “oggettivo” che
evita congetture per l’attribuzione
ai prodotti anche di quote dei costi comuni.
Il 2° margine di
contribuzione
2° Margine di Contribuzione
=
Ricavi - Costi Variabili - Costi Fissi Specifici
1° e 2° margine di contribuzione
CONTO ECONOMICO A
MARGINE DI CONTRIBUZIONE
| |
Prodotto 1 |
Prodotto 2 |
Prodotto 3 |
Prodotto 4 |
Prodotto 5 |
TOTALE |
| Volumi di vendita
(metri/lineari) |
150.000 |
242.857 |
214.286 |
170.000 |
170.000 |
|
| Prezzo unitario di vendita |
30,00 |
29,00 |
25,00 |
20,00 |
21,00 |
|
| Ricavi totali |
4.500.000
100% |
7.042.853
100%0 |
5.357.150
100% |
3.400.000
100% |
3.570.00
100% |
23.870.003
100% |
|
Costi variabili:
|
|
|
|
|
|
|
|
Materie prime |
1.950.000
43,30% |
2.671.427
37,9% |
1.714.288
32,0% |
1.020.000
30,0% |
850.000
23,8% |
8.205.715
34,4% |
|
Manodopera diretta |
450.000
10,0% |
971.428
13,8% |
857.144
16,0% |
680.000
20% |
680.000
19,0% |
3.638.572
15,2% |
|
Costi variabili di fabbricazione |
150.000
3,3% |
235.571
3,3% |
107.143
2,0% |
272.000
8,0% |
430.100
12,0% |
1.194.814
5,0% |
|
Provvigioni commerciali |
450.000
10,0% |
493.000
7,0% |
535.715
10,0% |
238.000
7,0% |
249.900
7,0% |
1.966.615
8,2% |
|
Trasporti |
75.000
1,7% |
121.429
1,7% |
107.143
2,0% |
85.000
2,5% |
85.000
2,4% |
473.572
2,0% |
|
Totale costi variabili |
3.075.000
68,3% |
4.492.855
63,8% |
3.321.433
62,0% |
2.295.000
67,5% |
2.295.000
64,3% |
15.479.288
64,8% |
|
1° Margine di contribuzione |
1.425.000
31,7% |
2.549.999
36,2% |
2.035.717
38,0% |
1.105.000
32,5% |
1.275.000
35,7% |
8.390.716
35,2% |
|
Costi fissi totali specifici |
500.000
18,4% |
660.000
9.4% |
640.000
11,9% |
1.080.000
15,5% |
2.880.000
12,1% |
|
2° Margine di contribuzione |
925.000
13,2% |
1.889.999
26,8% |
1.395.717
26,8% |
1.395.171
26,1% |
5.510.716
23,1% |
|
Costi fissi comuni |
|
4.080.000
16,7% |
|
Risultato netto |
|
1.430.716
6,4% |
Considerazioni
Il “Direct costing” (semplice o evoluto) è …
… l’unico metodo oggettivo di calcolo dei costi.
Infatti, esso non richiede nessuna congettura, per
l’attribuzione ai prodotti di quote dei costi fissi.
… il riferimento corretto per la maggior parte delle decisioni di
breve periodo (che non modificano la struttura aziendale).
Infatti, tali decisioni devono essere valutate secondo la
logica “differenziale”:
quali sono i costi ed i ricavi che si modificherebbero, in
conseguenza di una determinata scelta?
Secondo tale logica i costi di struttura, in quanto fissi, non
sono rilevanti.
Prossimamente …
Nel prossimo appuntamento incominceremo ad
esaminare, con alcuni esempi, la metodologia di
calcolo del “Costo Pieno” di prodotto ed
evidenzieremo alcuni aspetti critici del cosiddetto
“Full Costing a base unica di ripartizione”
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