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  Break event point - cos'è il break event point e come si costruisce

 

 

 
 
 
 
Approfondimento del 14.07.2010

 

L’espressione Breal Event Point, abbreviata con B.E.P., viene usata per indicare il diagramma di redditività detto anche profitgraph. Esso non è altro che un grafico che consente di avere una visione immediata della struttura economica dell’azienda.

In particolare questo grafico permette di evidenziare il livello dei costi che l’impresa deve sostenere e dei ricavi che consegue in funzione dei vari livelli di produzione.

 

Il punto di equilibrio, che prende per l’appunto il nome di break event point, rappresenta il volume di produzione che consente di avere un livello di ricavi pari ai costi sostenuti.

Il grafico, infatti, permette una determinazione grafica del quantitativo di vendita al quale costi e ricavi coincidono.

 

 

Vediamo come è possibile costruire tale grafico.

 

Innanzitutto è necessario disegnare gli assi cartesiani:

  • sull’asse delle ascisse riportiamo il volume di produzione;

  • sull’asse delle ordinate indichiamo i costi e i ricavi.

 

Break event point

 

 

A questo punto dobbiamo disegnare la retta che rappresenta i costi totali.

Essi sono dati da:

  • costi fissi

e

  • costi variabili.

 

I costi fissi sono legati alla struttura e alla dimensione dell’impresa. Quindi, questi costi non variano a meno che non cambino la struttura dell’impresa, le sue dimensioni, la sua capacità produttiva.

Pertanto tali costi non dipendono dal volume della produzione.

 

Esempio: l’impresa sostiene costi fissi per 10.000 euro.

 

La retta che rappresenta i costi fissi è parallela rispetto all’asse delle ascisse poiché non dipende dal volume della produzione.

 

Andiamo, allora, a rappresentarla sul nostro grafico, dove la indichiamo col colore rosso e con la sigla CF (costi fissi).

 

 

Costi fissi

 

Viceversa, i costi variabili, variano in funzione delle quantità prodotte.

 

Esempio: l’impresa sostiene costi variabili pari a 10 euro per unità prodotta.

 

La retta che rappresenta i costi variabili è una retta passante per l’origine: infatti, quando le unità prodotte sono zero i costi variabili sostenuti sono anch’essi pari a zero. Tali costi crescono col crescere della quantità prodotta.

 

Andiamo, allora, a rappresentare tale retta sul nostro grafico, dove la indichiamo col colore blu e con la sigla CV (costi variabili).

Determiniamo due punti per i quali passa la retta in modo da poterla disegnare agevolmente.

 

Esempio:

  • produzione pari a 500 unità -  costi variabili 10 euro x 500 unità prodotte =  5.000 euro

  • produzione pari a 2.000 unità -  costi variabili 10 euro x 2.000 unità prodotte =  20.000 euro.

 

 

Costi variabili

 

 

A questo punto si è in grado di disegnare la retta dei costi totali.

I costi totali non sono altro che la somma di costi fissi e costi variabili.

 

Anche in questo caso, determiniamo due punti per i quali passa la nostra retta per poterla disegnare senza difficoltà.

 

Esempio:

  • produzione pari a 0 unità -  costi totali = costi fissi 10.000 +  costi variabili 10 euro x 0 unità prodotte =  10.000 euro

  • produzione pari a 500 unità -  costi totali = costi fissi 10.000 + costi variabili 10 euro x 500 unità prodotte =  15.000 euro.

 

Disegniamo la retta dei costi totali con il colore arancione e la indichiamo con la sigla CT (Costi Totali).

 

 

Costi totali

 

 

Ora si tratta di tracciare la retta dei ricavi totali, che indicheremo col colore verde e con la sigla RT (Ricavi Totali). Anche questa retta passa per l’origine dato che se le vendite sono pari a zero anche i ricavi sono pari a zero.

 

Determiniamo due punti per i quali passa la nostra retta.

 

Esempio:

il prezzo di vendita unitario è pari a 20 euro.

Pertanto avremo:

 

  • vendite pari a 0 unità  - ricavi totali = 0 x 20 euro = 0 euro

  • vendite pari a 500 unità -  ricavi totali  = 500  x 20 euro = 10.000 euro.

 

Ricavi totali 

 

 

Dal grafico si evidenzia che il livello di produzione che consente di eguagliare i ricavi totali e i costi totali e di avere una situazione di equilibrio è pari a 1.000 unità.

Questo punto rappresenta il punto di equilibrio e lo abbiamo indicato con Q.

 

Per livelli di produzione inferiori a Q (nel nostro esempio livelli di produzione inferiori a 1.000 unità) l’impresa sopporta dei costi superiori ai ricavi e quindi sopporta una perdita. Mentre, per livelli di produzione superiori a Q, essendo i ricavi superiori ai costi, l’impresa consegue un utile.

 

Per rendere più evidente il risultato abbiamo colorato di giallo l’area delle perdite, a sinistra del punto Q, e di fucsia l’area degli utili, a destra del punto Q.

 

 

Punto di equilibrio

 

 
   

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