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Come cambia la redditività dei prodotti ?
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Prodotto 1 |
Prodotto 2 |
Prodotto 3 |
Prodotto 4 |
Prodotto 5 |
| Direct
costing |
31,7% |
36,2% |
38,0% |
32,5% |
35,7% |
| Direct
costing evoluto |
20,6% |
26,8% |
26,1% |
18,7% |
| Full costing
a base unica |
12,5% |
8,4% |
1,1% |
3,7% |
2,8% |
| Full costing
a base multipla |
10,8% |
8,6% |
4,6% |
0,4% |
2,3% |
| Activity
Based Costing |
-0,9% |
-2,8% |
4,5% |
17,9% |
23,1% |
Le uniche informazioni “oggettive” per poter competere
-
I sistemi di “direct
costing”
sono gli unici a fornire
informazioni oggettive.
Infatti, considerano solo i componenti
di costo (variabili e
fissi specifici) attribuibili ai prodotti con
certezza.
-
Un prodotto si può
definire economicamente conveniente quando:
Full costing: pro e contro
-
Nei sistemi di “full
costing”,
le scelte del grado di “pienezza”
e delle basi di
ripartizione comportano sempre elevati livelli di
soggettività
-
Nella maggior parte
delle decisioni di gestione operativa (di
breve periodo) le
informazioni di costo pieno possono essere
addirittura fuorvianti
-
La scelta del “full
costing” può consentire di manipolare le
informazioni aziendali,
adattandole ad uno scopo (nascondere
o enfatizzare
determinati risultati).
Forza informativa dell’Activity based costing
-
Fermo restando che il
“prezzo” lo fa il mercato, l’Activity based
costing fornisce
indicazioni utili a definire le politiche di
“pricing”
dei prodotti.
-
L’”Activity
based costing”
ha il pregio di fornire indicazioni s
ulle “cause” dei costi,
poiché rispecchia il livello di complessità
gestionale causato dai
diversi prodotti.
-
Tale metodo, pertanto, è
utile per i progetti di
miglioramento
dell’efficacia/efficienza dei processi aziendali.
Infatti, esso fornisce indicazioni su come controllare/ridurre il costo
delle attività aziendali.
La scelta del metodo…
… è
importante perché:
-
deve essere
coerente alla strategia aziendale
e, quindi,
funzionale ai fattori critici di successo dell’azienda,
poiché il metodo
prescelto influenza decisioni ed azioni
-
deve essere
coerente allo stile di gestione che
può essere
orientato alla
“trasparenza” oppure preferire la possibilità di
“enfatizzare/nascondere”
determinati aspetti della gestione
-
determina l’impostazione
di tutto il sistema di controllo
direzionale
(budgeting, reporting, analisi degli scostamenti,
misurazione dei
risultati, ecc.)
Nella realtà delle imprese…
(Fonte:
ricerca effettuata dal Libero Istituito Universitario di Castellanza)
…
sorprende l’assoluta prevalenza di utilizzo del “full costing”.
-
Inoltre, il “full
costing” è applicato secondo modalità
assolutamente
“tradizionali”, derivanti più dalle consuetudini
che da precise scelte.
-
La scelta di tale metodo
di calcolo è spesso in netto contrasto
con la strategia
competitiva e con i fattori critici di successo
aziendali. In
particolare, con l’esigenza - sempre più diffusa -
di gestire la crescente
“complessità” generata dal proliferare di
prodotti, varianti di
prodotto, personalizzazioni e servizi
accessori al prodotto.
Uno strumento per decidere
Disporre di schede-costo
di prodotto che siano chiare,
costruite con metodo ed
aggiornate costantemente, è
fondamentale per chi
riveste un ruolo di responsabilità in
azienda
-
Molte aziende ormai
dispongono di sistemi informatizzati di contabilità industriale, ma …
… spesso tali sistemi
vengono utilizzati per complicate elucubrazioni, alla ricerca dei costi
“veri”
-
Esistono anche molte
imprese in cui ancora le decisioni sono prese “ad intuito” o al massimo
sulla base di informazioni di costo approssimative e magari non aggiornate
Fino a quando si dispone
di margini abbondanti, anche questo modo di gestire può funzionare. I
problemi sorgono quando si modificano le condizioni di mercato e di
concorrenza.
Approcci comuni
La scheda di costo
Nessuna configurazione di costo è "vera" in assoluto
Esistono invece diverse
possibili configurazioni di costo che sono "vere" in senso relativo, poiché
costruite “ad hoc”, per supportare specifiche decisioni
Pertanto…
Come costruire la scheda-costo
La scheda
“modulare”
-
Per prestarsi a diversi
possibili utilizzi, la scheda-costo deve
essere uno strumento
articolato e flessibile:
-
non deve fornire
soltanto un costo totale di prodotto
-
deve, invece, essere
strutturata a più “livelli” di costo e di margine
-
deve sicuramente
indicare il 1° ed il 2° margine di contribuzione
-
sarebbe estremamente
utile che adottasse l’approccio di tipo “activity”, per il calcolo del
costo pieno
|
Prezzo di vendita |
50,00 |
100,00 |
|
Costo consumi |
12,00 |
24,00 |
| Manodopera
diretta |
6,00 |
12,00 |
| Provvigioni |
5,00 |
10,00 |
| Totale
costi variabili |
23,00 |
46,00 |
| 1° Margine
di contribuzione |
27,00 |
54,00 |
| Costi fissi
specifici |
9,50 |
19,00 |
| 2° Margine
di contribuzione |
17,50 |
35,00 |
| Attività di
vendita |
3,20 |
6,40 |
|
Programmazione produzione |
1,10 |
2,20 |
| Lavorazione 1 |
6,20 |
12,40 |
| Lavorazione 2 |
4,50 |
9,00 |
| Ecc.. |
|
|
| Costo
delle attività |
15,00 |
30,00 |
| Costo
pieno |
47,50 |
95,00 |
| Risultato
operativo |
2,50 |
5,00 |
|