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Calcolare il costo dei prodotti: metodi alternativi a confronto

corso realizzato da www.studiobarale.it


 

1° Lezione

 

Classificazione dei costi

 

 
 

Convenzione

Prodotti
Servizi
Commesse
Progetti

Le logiche e i metodi che esamineremo si applicano indifferentemente a questi oggetti.
Per semplicità, parleremo sempre di “prodotti”.

 

Quali costi per quali decisioni ?

  • Prima di pensare al "come", in realtà, occorrerebbe domandarsi per quale scopo si devono calcolare i costi

  • Infatti, la risposta alla domanda è che …
    … dipende dal tipo di decisione che si deve prendere.

 


Dipende perché…
 

… non esiste alcuna configurazione di costo "vera" in assoluto (cioè utilizzabile per qualsiasi scopo)
Esistono invece diverse possibili configurazioni di costo che sono "vere" in senso relativo, poiché costruite “ad hoc”, per supportare specifiche decisioni
 


Quali decisioni ?

  • Decisioni di “breve periodo”…
    … che mirano a massimizzare il risultato economico impiegando le risorse disponibili e, quindi, …
    … che non comportano modifiche alla struttura aziendale (non influiscono sui cosiddetti costi fissi)

  • Decisioni di “lungo periodo” …
    … strategiche, che inducono cambiamenti nella struttura e nella capacità produttiva dell’impresa.


Decisioni di breve periodo

  • individuazione dei prodotti più convenienti, in presenza di capacità
    produttive limitate

  • decisioni di “make or buy”, ovvero: la scelta tra produrre in proprio o
    acquistare da altri produttori

  • valutazione delle possibilità di sopportare riduzioni di prezzo, in
    situazione di forte competizione

  • determinazione del prezzo minimo accettabile, per quantitativi
    addizionali, in presenza di capacità produttive non sature

  • campagne promozionali, “canvass” di vendita

  • ecc.
     

Decisioni “strategiche”

  • Inserimento di nuovi prodotti (valutazione)

  • investimento in nuove linee produttive

  • impostazione del "pricing“

  • investimenti per migliorare i processi (analisi delle “cause” dei costi)

  • ecc.


Il punto di partenza: la classificazione dei costi


Classificazione dei costi

 

Costi variabili

  • Sono le voci di costo la cui entità varia “proporzionalmente” al variare dei volumi (di produzione e di vendita):

    • materie prime (costo della merce)

    • manodopera diretta

    • provvigioni passive

    • spese di trasporto

    • ecc.

  • Sono costi che l’azienda sostiene solo se e nella misura in cui produce e vende.
     

Costi variabili


I costi variabili sugli assi cartesiani

 

 

Costi fissi

  • Sono le voci di costo che – entro un determinato periodo di tempo ed entro determinati limiti del volume produttivo – non variano:

    • ammortamenti

    • stipendi amministrativi

    • spese generali (postali, telefoniche.....)

    • manutenzioni

    • canoni leasing

    • ecc.

  • Sono definiti anche “costi di struttura” in quanto devono essere sostenuti per il fatto stesso che esiste una struttura aziendale. Essi graverebbero sul conto economico anche qualora il fatturato aziendale fosse nullo


Costi fissi
Andamento entro un determinato intervallo di tempo

I costi fissi sugli assi cartesiani
 

Costi fissi

  • Nel lungo periodo anche i costi fissi variano

  • Essi crescono al raggiungimento del limite di saturazione della capacità produttiva

Diagramma dei costi fissi crescenti a scatti

 

Costi specifici (diretti)

  • Sono costi (sia variabili, sia fissi) relativi a fattori produttivi che contribuiscono esclusivamente all’ottenimento di un determinato oggetto (prodotto, servizio, fase di lavorazione, ecc.)

  • Sono costi che – in quanto specifici – non si sosterrebbero, se si decidesse di eliminare l’oggetto al cui ottenimento servono

  • Pertanto, essi possono essere attribuiti “direttamente” ed in modo univoco ad un determinato oggetto di calcolo (prodotto, reparto, lavorazione, centro di costo, ecc.)
     

Costi specifici (diretti)
Esempi:

  • In generale, i costi variabili (consumi, manodopera diretta, provvigioni, ecc.)

  • I costi riferibili ad un reparto “dedicato” alla produzione di una determinata linea di prodotti (ammortamenti, energia, manodopera, ecc.)

  • I costi di un’iniziativa commerciale, mirata alla promozione di uno specifico prodotto

  • ecc.

 

Costi comuni (indiretti)

  • Sono costi relativi a fattori produttivi che contribuiscono all’ottenimento di più oggetti di calcolo (prodotti, servizi, fasi di lavorazione, ecc.)

  • Essi possono essere attribuiti ad un determinato oggetto di calcolo soltanto in modo indiretto e non univoco

  • La loro attribuzione può avvenire soltanto mediante congetture, ripartendoli in quote, mediante “basi” di ripartizione soggettive
     

Costi comuni (indiretti)
Esempi

  • Le spese amministrative e generali

  • I costi delle direzioni generale, commerciale, marketing, produzione, ecc.

  • I costi di affitto e di gestione di un magazzino comune a tutti i prodotti

  • I costi relative alla struttura informatica dell’azienda (personale, ammortamenti, utenze, ecc.)

  • ecc.
     

Il calcolo dei costi - I metodi alternativi

 

Direct Costing Semplice (calcolo dei soli costi varabili)
Direct Costing Evoluto (calcolo dei costi specifici)
Full Costing (calcolo del costo pieno)
Activity Based Costing (calcolo dei costi per attività)

 

Direct costing

  • Si basa sulla classificazione dei costi variabili e fissi

  • Prevede che al prodotto (oggetto di calcolo) si attribuiscano soltanto gli elementi di costo variabili

    • materie prime (costo della merce)

    • manodopera diretta

    • lavorazioni esterne

    • provvigioni passive

    • spese di trasporto

    • ecc.

  • E’ un metodo “oggettivo” che evita qualsiasi congettura per l’attribuzione ai prodotti anche di quote dei costi fissi.

  • Con il “direct costing” la redditività dei prodotti è misurata dal
    margine di contribuzione”:

Margine di contribuzione = Ricavi - Costi Variabili
 

Margine contribuzione unitario = Prezzo unitario - Costo variabile unitario

 

  • I costi fissi sono considerati “costi di periodo”, cioè costi che devono essere sostenuti in un determinato periodo di tempo, indipendentemente dai volumi di produzione/vendita realizzati nel
    medesimo periodo.

  • I costi fissi non sono né ripartiti, né imputati ai prodotti, ma sono
    considerati come un ammontare complessivo che deve essere
    coperto dal margine di contribuzione complessivo.
     

CONTO ECONOMICO A MARGINE DI CONTRIBUZIONE
  Prodotto 1 Prodotto 2 Prodotto 3 Prodotto 4 Prodotto 5 TOTALE
Volumi di vendita (metri/lineari) 150.000 242.857 214.286 170.000 170.000  
Prezzo unitario di vendita 30,00 29,00 25,00 20,00 21,00  
Ricavi totali 4.500.000

100%

7.042.853

100%0

5.357.150

100%

3.400.000

100%

3.570.00

100%

23.870.003

100%

Costi variabili:

 

 

 

 

 

 

Materie prime

1.950.000

43,30%

2.671.427

37,9%

1.714.288

32,0%

1.020.000

30,0%

850.000

23,8%

8.205.715

34,4%

Manodopera diretta

450.000

10,0%

971.428

13,8%

857.144

16,0%

680.000

20%

680.000

19,0%

3.638.572

15,2%

Costi variabili di fabbricazione

150.000

3,3%

235.571

3,3%

107.143

2,0%

272.000

8,0%

430.100

12,0%

1.194.814

5,0%

Provvigioni commerciali

450.000

10,0%

493.000

7,0%

535.715

10,0%

238.000

7,0%

249.900

7,0%

1.966.615

8,2%

Trasporti

75.000

1,7%

121.429

1,7%

107.143

2,0%

85.000

2,5%

85.000

2,4%

473.572

2,0%

Totale costi variabili

3.075.000

68,3%

4.492.855

63,8%

3.321.433

62,0%

2.295.000

67,5%

2.295.000

64,3%

15.479.288

64,8%

Margine di contribuzione totale

1.425.000

31,7%

2.549.999

36,2%

2.035.717

38,0%

1.105.000

32,5%

1.275.000

35,7%

8.390.716

35,2%

Costi fissi totali (specifici+comuni)

 

 

 

 

 

6.960.000

28,7%

Risultato netto

 

 

 

 

 

1.430.716

6,4%

Prossimamente …
Nel prossimo appuntamento, illustreremo un interessante utilizzo
del Margine di Contribuzione, per calcolare il cosiddetto Break even point.
Inoltre,con l’aiuto di un esempio, esamineremo il metodo del “Direct Costing Evoluto” o “Traceable Costing” che attribuisce ai singoli prodotti non solo i costi variabili, ma tutti i costi specifici (variabili e fissi).
Tale metodo, come vedremo fornisce indicazioni fondamentali per
valutare la redditività dei singoli prodotti.
 

 
     

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