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In
uno scenario sempre più competitivo e complesso, il monitoraggio e l'analisi
dei costi rappresentano un aspetto molto rilevante ai fini decisionali; lo
scopo del presente articolo è quello di mostrare l'efficacia di un'analisi
di convenienza economica basata sui costi variabili con riferimento ad una
PMI e nell'ipotesi di orizzonte temporale di breve periodo; in particolare,
si porrà enfasi, attraverso un esempio pratico su come procedere alla
valutazione dei prodotti/servizi più redditizi. La relazione esistente tra
costi e volumi di produzione si fonda sul concetto di variabilità dei costi
al variare del volume di produzione/erogazione di servizio dell'azienda; in
particolare:
I
costi fissi
non
subiscono variazioni, almeno entro certi limiti della massima
capacità produttiva o commerciale stabilita dal management, al variare
della produzione: nel medio lungo termine, costi classificati come fissi
nell'ambito di un determinato volume di produzione, possono subire
delle variazioni (andamento a scalini).

I
costi variabili
variano al variare del volume di produzione; esistono tuttavia diversi
fenomeni di variazione:
1.
crescita più che proporzionale all'aumento dei volumi di
produzione/vendita

2.
crescita meno che proporzionale all'aumento dei volumi di
produzione/vendita (presenza di economie di scala)

3.
crescita proporzionale all'aumento dei volumi di produzione/vendita
(presenza di economie di scala).

Il Direct
costing: alcuni cenni
Dalle suddette nozioni, si evince che il concetto di costo variabile è
legato all'utilizzo delle risorse secondo una logica di flessibilità: il
volume di produzione/vendita richiesto dal mercato è quello che determina il
livello di risorse da utilizzare (dimensionamento delle risorse in base al
fabbisogno).
Il
monitoraggio dei costi ha come punto di partenza la definizione di una
metodologia di calcolo dei costi al fine di aggregare le diverse classi di
costo ad un predeterminato oggetto di calcolo di riferimento:
Prodotto/servizio
-
Cliente
-
Business Unit
-
Canale di vendita
-
Tipologia di attività
E'
opportuno sottolineare come la scelta di configurazione di costo si riflette
sulla capacità del sistema di misurazione dei costi di supportare
adeguatamente il processo decisionale e strategico dell'azienda.
In
particolare, se si considerasse la realtà di una PMI, considerando
un'ipotesi di processo decisionale operativo proiettato nel breve periodo,
ciò comporterebbe la necessità di una prevalente richiesta informativa
basata sui costi di tipo diretto (I costi fissi nel breve periodo tendono a
non subire variazioni di rilievo).
La
definizione di una configurazione di costo in cui sono imputati all'oggetto
di calcolo finale solamente gli elementi di costo classificati come diretti
o variabili, è
denominata Direct Costing e si distingue in
Direct Costing
Semplice
(DCS) e
Direct Costing Evoluto
(DCE).
Il Direct Costing
semplice
Nel
Direct
Costing Semplice,
la grandezza di riferimento da tenere in considerazione è rappresentata
dalla differenza tra ricavi di vendita e costi variabili; il risultato
economico che si ottiene è comunemente denominato
margine di contribuzione
e può essere distinto
tra:
-
margine di contribuzione industriale
(Ricavi Vendita meno Costi variabili di
produzione sia
diretti che indiretti); esempi di costi variabili diretti sono la Mod, le
materie prime o altri componenti; altresì per costi variabili indiretti si
potrebbe considerare l'energia elettrica o altri materiali di consumo.
-
1°margine di contribuzione aziendale
(margine di contribuzione
industriale meno
Provvigioni o altri costi di vendita (esempio costi sostenuti per il
business development).
Il margine di
contribuzione rappresenta un indicatore di economicità: se risulta positivo
conviene produrre quel determinato prodotto o servizio altrimenti è
decisamente meglio rivedere la propria strategia produttiva.
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