IL DIRECT COSTING

UNO STRUMENTO DI CONTROLLO

di Luca Varzulli - www.excelling.it
Aggiornato al 13.06.2007

In uno scenario sempre più competitivo e complesso, il monitoraggio e l’analisi dei costi rappresentano un aspetto molto rilevante ai fini decisionali; lo scopo del presente articolo è quello di mostrare l’efficacia di un’analisi di convenienza economica basata sui costi variabili con riferimento ad una PMI e nell’ipotesi di orizzonte temporale di breve periodo; in particolare, si porrà enfasi, attraverso un esempio pratico su come procedere alla valutazione dei prodotti/servizi più redditizi. La relazione esistente tra costi e volumi di produzione si fonda sul concetto di variabilità dei costi al variare del volume di produzione/erogazione di servizio dell’azienda; in particolare:

  • I costi fissi non subiscono variazioni, almeno entro certi limiti della massima capacità produttiva o commerciale stabilita dal management, al variare della produzione: nel medio lungo termine, costi classificati come fissi nell’ambito di un determinato volume di produzione, possono subire delle variazioni (andamento a scalini).

    Costi fissi

  • I costi variabili variano al variare del volume di produzione; esistono tuttavia diversi fenomeni di variazione:

    • 1. crescita più che proporzionale all’aumento dei volumi di produzione/vendita

      Crescita dei costi più che proporzionale

    • 2. crescita meno che proporzionale all’aumento dei volumi di produzione/vendita (presenza di economie di scala)

      Crescita dei costi meno che proporzionale

    • 3. crescita proporzionale all’aumento dei volumi di produzione/vendita (presenza di economie di scala).

      Crescita dei costi proporzionale




IL DIRECT COSTING: ALCUNI CENNI

Dalle suddette nozioni, si evince che il concetto di costo variabile è legato all’utilizzo delle risorse secondo una logica di flessibilità: il volume di produzione/vendita richiesto dal mercato è quello che determina il livello di risorse da utilizzare (dimensionamento delle risorse in base al fabbisogno).

Il monitoraggio dei costi ha come punto di partenza la definizione di una metodologia di calcolo dei costi al fine di aggregare le diverse classi di costo ad un predeterminato oggetto di calcolo di riferimento:

  • Prodotto/servizio
  • Cliente
  • Business Unit
  • Canale di vendita
  • Tipologia di attività

E’ opportuno sottolineare come la scelta di configurazione di costo si riflette sulla capacità del sistema di misurazione dei costi di supportare adeguatamente il processo decisionale e strategico dell’azienda.

In particolare, se si considerasse la realtà di una PMI, considerando un’ipotesi di processo decisionale operativo proiettato nel breve periodo, ciò comporterebbe la necessità di una prevalente richiesta informativa basata sui costi di tipo diretto (I costi fissi nel breve periodo tendono a non subire variazioni di rilievo).

La definizione di una configurazione di costo in cui sono imputati all’oggetto di calcolo finale solamente gli elementi di costo classificati come diretti o variabili, è denominata Direct Costing e si distingue in Direct Costing Semplice (DCS) e Direct Costing Evoluto (DCE).


IL DIRECT COSTING SEMPLICE

Nel Direct Costing Semplice , la grandezza di riferimento da tenere in considerazione è rappresentata dalla differenza tra ricavi di vendita e costi variabili; il risultato economico che si ottiene è comunemente denominato margine di contribuzione e può essere distinto tra:
  • margine di contribuzione industriale (Ricavi Vendita meno Costi variabili di produzione sia diretti che indiretti); esempi di costi variabili diretti sono la Mod, le materie prime o altri componenti; altresì per costi variabili indiretti si potrebbe considerare l’energia elettrica o altri materiali di consumo.
  • margine di contribuzione aziendale (margine di contribuzione industriale meno Provvigioni o altri costi di vendita (esempio costi sostenuti per il business development).

Il margine di contribuzione rappresenta un indicatore di economicità: se risulta positivo conviene produrre quel determinato prodotto o servizio altrimenti è decisamente meglio rivedere la propria strategia produttiva.

Processo di calcolo del direct costing semplice

Ma i costi fissi? Il metodo presta particolare attenzione ai soli costi variabili, mentre considera i costi fissi da sottrarre al totale complessivo del margine raggiunto.


IL DIRECT COSTING EVOLUTO

Una variazione del suddetto metodo è rappresentato dal Direct Costing evoluto, che tende a considerare i costi fissi specifici distinti per linea di business/prodotto/servizio.

Oltre ai precedenti margini di contribuzione descritti, si determina un 2° margine di contribuzione aziendale (differenza tra I° margine di contribuzione aziendale e costi fissi specifici).

I costi fissi specifici possono essere sia di natura commerciale e industriale (determinati materiali di consumo utilizzati specificatamente per una linea di servizio), sia amministrativi.

Processo di calcolo del direct evoluto


DIRECT COSTING: OLTRE OGNI LIMITE?

La metodologia del direct costing presenta alcuni vantaggi ma anche alcuni limiti:

Vantaggi e limiti del direct costing

Per comprendere meglio la logica di questa metodologia, nell’ allegato viene presentato un semplice caso pratico in excel.

L’azienda Alfa opera nel settore della consulenza finanziaria e fornisce alla propria clientela, prevalentemente italiana, quattro differenti servizi. L’obiettivo dell’esempio è quello di evidenziare la redditività dei diversi servizi attraverso l’applicazione del Direct Costing Evoluto.

Tra i costi variabili sono stati considerati i costi di MOD necessari per poter evadere il servizio ed eventuali altri costi derivanti dalla necessità di utilizzo di servizi on line necessari per il reperimento di informazioni e dati economici.

Il file è costituito da un foglio dati dove sono riepilogate le vendite dell’anno, il numero di personale dedicato all’erogazione del servizio, i costi variabili, la percentuale di provvigioni, i costi di struttura e amministrativi.

Il foglio denominato Direct costing pone enfasi sull’applicazione dell’omonimo metodo e contiene un semplice conto economico suddiviso per servizio e finalizzato sulla determinazione del margine di contribuzione industriale e di quelli aziendali. Infine, si procede ad un’analisi dei margini per verificare se sono risultati in linea con i target stimati ad inizio anno.

Visualizza il file excel allegato

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:
I nostri ebook


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net