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Sappiamo che il capitale circolante netto commerciale (indicato con la sigla CCC
o CCNc) viene così determinato:
CCC
=
CREDITI
COMMERCIALI
+
MAGAZZINO
-
DEBITI
COMMERCIALI.
Ora
vediamo quali valori può assumere tale grandezza:
|
CCC
> 0 |
(Crediti
commerciali + Magazzino) > Debiti commerciali |
|
CCN
= 0 |
(Crediti
commerciali + Magazzino) = Debiti commerciali |
| CCN
< 0 |
(Crediti
commerciali + Magazzino) < Debiti commerciali |
Svolgendo
la sua attività caratteristica all'impresa dell'impresa si formano rimanenze di
magazzino e vengono concessi crediti ai clienti. La somma di tali
grandezze esprime il fabbisogno finanziario lordo derivante dall'attività
tipica dell'impresa.
Tale
fabbisogno si riduce grazie alle dilazioni di pagamento ottenute dai
fornitori.
La
differenza tra queste due grandezze determina il fabbisogno finanziario
netto derivante dall'attività caratteristica dell'impresa.
Di
norma il CCC assume valori positivi. In questo caso esso indica che
una parte degli investimenti della gestione caratteristica a breve termine
è finanziata da finanziamenti attinenti alla medesima gestione.
Tuttavia valori troppo elevati
del CCC possono indicare problemi di liquidità per l'impresa. Le cause di
tale situazione possono essere diverse: l'impresa può avere difficoltà a
riscuotere i crediti in tempi brevi o ha un eccessivo livello delle scorte
o ha difficoltà a ottenere credito dai fornitori.
Ai
fini della liquidità per
l'impresa sarebbe auspicabile avere valori del CCC negativi. In
alcune imprese ciò accade regolarmente: si pensi ad esempio alle imprese al dettaglio, che vendono in contanti e, dunque, non hanno crediti
commerciali in bilancio.
In
genere per valutare la situazione aziendale si rapporta il CCC al volume
delle vendite.
| CCC |
22.000 |
| Vendite dell'esercizio |
100.000 |
| Rapporto CCC/vendite |
22.000/100.000
= 0,22 |
| In percentuale |
22% |
In
genere si considera non buono un rapporto superiore al 30%.
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