CAPITALE CIRCOLANTE NETTO COMMERCIALE

I VALORI CHE PUÒ ASSUMERE TALE GRANDEZZA DIFFERENZIALE

Aggiornato al 11.01.2012

Sappiamo che il capitale circolante netto commerciale (indicato con la sigla CCC o CCNc) viene così determinato:


CCC
=
CREDITI COMMERCIALI
+
MAGAZZINO
-
DEBITI COMMERCIALI


Ora vediamo quali valori può assumere tale grandezza:


Valori del capitale circolante netto commerciale

L’impresa, svolgendo la sua attività caratteristica, viene ad avere delle rimanenze di magazzino e concede crediti ai clienti. La somma di tali grandezze esprime il fabbisogno finanziario lordo derivante dall’attività tipica dell’impresa.

Tale fabbisogno si riduce grazie alle dilazioni di pagamento ottenute dai fornitori.

La differenza tra queste due grandezze determina il fabbisogno finanziario netto derivante dall’attività caratteristica dell’impresa.

Di norma il CCC assume valori positivi. In questo caso esso indica che una parte degli investimenti della gestione caratteristica a breve termine è finanziata da finanziamenti attinenti alla medesima gestione.

Tuttavia valori troppo elevati del CCC possono indicare problemi di liquidità per l’impresa. Le cause di tale situazione possono essere diverse: l’impresa può avere difficoltà a riscuotere i crediti in tempi brevi o ha un eccessivo livello delle scorte o ha difficoltà a ottenere credito dai fornitori.

Ai fini della liquidità per l’impresa sarebbe auspicabile avere valori del CCC negativi. In alcune imprese ciò accade regolarmente: si pensi ad esempio alle imprese al dettaglio, che vendono in contanti e, dunque, non hanno crediti commerciali in bilancio.

In genere per valutare la situazione aziendale si rapporta il CCC al volume delle vendite.


Esempio:


CCC e vendite

In genere si considera non buono un rapporto superiore al 30%.

 
Gli altri approfondimenti sull’argomento:
I nostri ebook


EconomiAziendale.net

LezioniDiMatematica.net

DirittoEconomia.net

StoriaFacile.net

SchedeDiGeografia.net

LeMieScienze.net