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I debiti di funzionamento - Che cosa si intende per debiti di funzionamento? Quali sono? Quale è la loro funzione all'interno delle differenti forme di finanziamento? Rispondiamo a questi quesiti - di Carmine Giampietro

 

 

 
 
 

Aggiornato al 17.03.2007

 

 

Ogni azienda fa ricorso a molteplici forme di finanziamento per svolgere la sua attività e per acquisire i fattori produttivi di cui ha bisogno.

L'insieme degli investimenti aziendali (macchinari, impianti, automezzi, materie prime, ecc..) sarà coperto da varie fonti di finanziamento.

 

Come si finanzia un'azienda? Innanzi tutto ricorrendo al capitale proprio dell'imprenditore individuale o dei soci, secondo la forma dell'impresa. In secondo luogo, ricorrendo al capitale di prestito.

 

Il primo rappresenta il cosiddetto finanziamento interno ed altro non è che il capitale apportato, dall'imprenditore o dai soci, al momento della costituzione dell'azienda o i successivi incrementi dello stesso. Questi possono essere legati a nuovi apporti dell'imprenditore o dei soci o ad incrementi del capitale per effetto della gestione, cioè, in altre parole ad utili non distribuiti e reinvestiti all'interno dell'azienda.

 

I capitali presi a prestito sono detti anche finanziamenti esterni. Si tratta di somme che sono prestate dai terzi all'imprenditore o alla società.

Tra questi vi sono i prestiti veri e propri, erogati spesso dalle banche o da società finanziarie, che prendono il nome di debiti di finanziamento.

In questo caso la banca, o un altro finanziatore, dà del denaro all'azienda per un certo lasso di tempo. Decorso tale termine la somma di denaro dovrà essere restituita e nel frattempo, l'azienda pagherà un interesse come compenso per l'uso del denaro.

 

Ma tra i finanziamenti esterni, in altre parole tra i debiti che l'azienda ha, esistono anche i cosiddetti debiti di funzionamento. Questi sono veri e propri debiti contratti dall'azienda, ma non comportano l'afflusso di denaro all'interno della stessa, come invece accade con i debiti di finanziamento.

 

Che cosa sono i debiti di funzionamento? L'imprenditore che acquista dei beni, tipicamente le materie prime o le merci destinate alla vendita, ottiene credito dal fornitore che gli consente di pagare la merce stessa non nell'immediato e concede una dilazione di pagamento. Le dilazioni tipiche sono a 30-60-90 giorni.

 

Già qui si evidenziano le prime due differenze rispetto ai debiti di finanziamento.

Innanzi tutto con i debiti di funzionamento non c'è un afflusso di denaro nuovo all'interno dell'azienda, ma solo una dilazione nel pagamento di alcuni debiti. In secondo luogo, essi hanno una scadenza breve (da uno a qualche mese). I debiti di finanziamento invece possono essere a breve, medio o lungo termine e andare da meno di un anno, nel primo caso, a svariati anni nelle altre ipotesi.

 

Un’ulteriore differenza è data dal fatto che i debiti di finanziamento richiedono il pagamento di un interesse, che non c'è nei debiti di funzionamento. Ci spieghiamo meglio.

Se il fornitore concede all' impresa di pagare la merce che acquista a 60 giorni (e dunque concede credito all'azienda) non chiede in cambio un interesse, o meglio, questo non è esplicito come per i debiti di finanziamento.

 

Cosa vuol dire questo? Seppure l'azienda che riceve la dilazione non è tenuta a pagare un interesse (e dunque non esiste un costo palese dell’operazione), la concessione del credito di fornitura ha lo stesso un costo implicito.

Di frequente, infatti, i fornitori fissano prezzi diversi per lo stesso prodotto, a seconda delle condizioni di pagamento. Spesso, ad esempio, sono forniti sconti nei casi di pagamento alla consegna delle merci.

Dunque l’operazione ha in ogni caso un costo che è dato dal maggior prezzo al quale, presumibilmente, sarà effettuato l’acquisto.

 

La scelta, dunque, tra il ricorso ai debiti di finanziamento o a quelli di funzionamento, dipende, oltre che da altre condizioni, dal diverso costo delle due operazioni.

 

All’ interno dell’azienda, infatti, le varie forme di finanziamento sono complementari e concorrenti.

Complementari perché, in genere, si ricorre sia a fonti interne sia esterne per la copertura dei propri fabbisogni finanziari.

Concorrenti perché l'azienda scegli tra le varie forme di finanziamento quelle più convenienti per caratteristiche, costi ed accessibilità.

 
   
   

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