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Ogni
azienda fa ricorso a molteplici forme di finanziamento per svolgere la sua
attività e per acquisire i fattori produttivi di cui ha bisogno.
L'insieme
degli investimenti aziendali (macchinari, impianti, automezzi, materie
prime, ecc..) sarà coperto da varie fonti di finanziamento.
Come si finanzia un'azienda? Innanzi tutto ricorrendo al
capitale proprio
dell'imprenditore individuale o dei soci, secondo la forma dell'impresa. In
secondo luogo,
ricorrendo al
capitale di prestito.
Il primo rappresenta il cosiddetto
finanziamento interno
ed altro non è che il capitale apportato,
dall'imprenditore o dai soci, al momento della costituzione dell'azienda o i
successivi incrementi dello stesso. Questi possono essere legati a nuovi
apporti dell'imprenditore o dei soci
o ad
incrementi del capitale per effetto della gestione, cioè, in altre parole ad
utili non distribuiti e reinvestiti all'interno dell'azienda.
I capitali presi a prestito sono detti anche
finanziamenti esterni.
Si tratta di somme che sono
prestate dai terzi all'imprenditore o alla società.
Tra questi
vi sono i prestiti veri e propri, erogati spesso dalle banche o da società finanziarie, che prendono il nome di
debiti di finanziamento.
In questo
caso la banca, o un altro finanziatore, dà del denaro all'azienda per un
certo lasso di tempo. Decorso tale termine la somma di denaro dovrà essere
restituita e nel frattempo, l'azienda pagherà un interesse come compenso per
l'uso del denaro.
Ma tra i
finanziamenti esterni, in altre parole tra i debiti che l'azienda ha,
esistono anche i cosiddetti
debiti di funzionamento.
Questi sono veri e propri debiti contratti dall'azienda, ma non
comportano l'afflusso di denaro all'interno della stessa, come invece accade
con i debiti di finanziamento.
Che cosa
sono i debiti di funzionamento? L'imprenditore che acquista dei beni,
tipicamente le materie prime o le merci destinate alla vendita, ottiene
credito dal fornitore che gli consente di pagare la merce stessa non
nell'immediato e concede una dilazione di pagamento. Le dilazioni
tipiche sono a 30-60-90 giorni.
Già qui si
evidenziano le prime due differenze rispetto ai debiti di finanziamento.
Innanzi
tutto con i debiti di funzionamento non c'è un afflusso di denaro nuovo
all'interno dell'azienda, ma solo una dilazione nel pagamento di alcuni
debiti. In secondo luogo, essi
hanno una scadenza breve (da uno a qualche mese). I
debiti di finanziamento invece possono
essere a breve, medio o lungo termine e andare da meno di un anno, nel primo
caso, a
svariati anni nelle altre ipotesi.
Un’ulteriore differenza è data dal fatto che i debiti di finanziamento
richiedono il pagamento di un interesse, che non
c'è nei debiti
di funzionamento. Ci spieghiamo meglio.
Se il fornitore concede all' impresa di pagare la merce che acquista a 60 giorni (e dunque
concede credito all'azienda)
non chiede in cambio un interesse, o meglio, questo non è
esplicito
come per i debiti di finanziamento.
Cosa vuol
dire questo? Seppure l'azienda
che riceve la dilazione non è tenuta a
pagare un interesse (e dunque non esiste un costo palese
dell’operazione), la concessione del credito di fornitura ha lo stesso un
costo implicito.
Di
frequente, infatti, i fornitori fissano prezzi diversi per lo stesso
prodotto, a seconda delle condizioni di pagamento. Spesso, ad esempio, sono
forniti sconti nei casi di pagamento alla consegna delle merci.
Dunque
l’operazione ha in ogni caso un costo che è dato dal
maggior prezzo al quale, presumibilmente, sarà effettuato l’acquisto.
La scelta,
dunque, tra il ricorso ai debiti di finanziamento o a quelli di
funzionamento, dipende, oltre che da altre condizioni, dal diverso costo
delle due operazioni.
All’ interno dell’azienda, infatti, le varie forme di
finanziamento sono
complementari
e
concorrenti.
Complementari perché, in genere, si ricorre sia a fonti interne sia esterne
per la copertura dei propri fabbisogni finanziari.
Concorrenti perché l'azienda
scegli tra le varie forme di finanziamento quelle più convenienti per
caratteristiche, costi ed accessibilità. |