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Tutti abbiamo sentito parlare di strategie
aziendali. Tuttavia cosa si debba intendere realmente con questa
espressione è piuttosto vago.
Di definizioni di strategia ce ne sono tante
in dottrina, ma ognuna serve ad evidenziare solo alcuni aspetti di tale
concetto.
Innanzitutto si possono distinguere le
strategie in:
e
Le prime sono quelle strategie stabilite in
modo esplicito e realizzate in conformità a quanto stabilito. Le seconde,
invece, sono strategie che appaiono spontaneamente nell’impresa o che sono
realizzate in modo difforme rispetto a quanto stabilito in modo palese.
Ciò significa che l’impresa potrebbe aver
definito una strategia che poi non è quella realizzata nel concreto.
L’attività strategica è data da una serie di
azioni tra loro coordinate e collegate.
Esse appartengono a tre momenti distinti:
Nella prima fase viene ideata la
strategia. Il punto di partenza è l’esame dell’ambiente nel quale
l’impresa opera e di quei fattori che possono essere considerati
particolarmente rilevanti. L’esame del presente deve servire per poter
capire in anticipo quali fattori potrebbero trasformarsi in opportunità
per le imprese e quali in rischi.
In questa fase è necessario individuare anche
quei segnali che provengono dall’impresa stessa e che possono segnalare dei
mutamenti in atto nella struttura.
Solo a questo punto si può passare alla fase
decisionale. Una volta individuale le differenti strategie possibili
occorre scegliere quelle che sembrano più appropriate per la realizzazione
degli obiettivi che l’impresa intende raggiungere.
E a questo punto che si passa alla fase
realizzativa, ovvero a porre in essere le azioni ideate e decise che si
presume possano servire all’impresa a far conseguire gli obiettivi fissati.
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