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Le
principali teorie fisiche di cui si discute nell’ultimo decennio (che
prendono le mosse dalla teoria della relatività e dalla teoria quantistica)
si fondano sull’asserto che il tempo come noi lo conosciamo è una nostra
convenzione e che il passato, il presente ed il futuro convivono e che prima
o poi si troverà il sistema per poterci spostare da uno stato all’altro. Se
fosse così probabilmente il risultato delle nostre azioni è già stato
scritto, ma come raggiungere il risultato è tutto da discutere dal
momento che
dipende dalla sequenza degli avvenimenti. Numerosi libri sono disponibili
sull’argomento e molti recenti film dimostrano l’interesse generale su
questi studi.
Se la
sequenza degli avvenimenti è la cosa importante per raggiungere un risultato
(non si possono utilizzare i fondi in banca se prima non sono arrivati gli
incassi) la definizione di una strategia è la base di partenza. La
revisione della strategia che tenga conto del mutato panorama del teatro
delle operazioni è ancora più importante perché la successione degli
avvenimenti cambia la situazione di partenza.

Il
cambiamento avviene sia per quanto il tempo sia per quanto riguarda le
probabilità
di
realizzazione (indicate con “p” al primo nodo decisionale).
L’albero
delle decisioni precedente assume una connotazione diversa se nella sua
definizione
si tiene conto dei tempi di realizzazione quando la strategia viene
definita.
Introducendo
i tempi le cose cambiano notevolmente soprattutto con riferimento
alle
probabilità (i quadrati blu indicano la presunta data di realizzazione).

Come si vede
la prima attività da svolgere è diventata la riduzione costi, ottimizzazione
e ricerca
della redditività per rendere l’azienda appetibile per un nuovo socio.
Il piano
delle attività conseguenti è quello esposto.
| ATTIVITA' |
Data ultimazione |
Delegata a |
| Prepensionamento Rossi,
Verdi,Brambilla |
31/03/2007 |
A. Giudici |
| Revsione listino con
riduzione referenze |
30/04/2007 |
F. Paoletti |
| Nuova location magazzino
con affitto vantaggioso |
28/02/2007 |
M. Bellotti |
| Piano riduzione spese
generali |
28/02/2007 |
P. Giacomelli |
| Redazione business plan e
ricerca socio |
30/06/2007 |
L. Pavan |
Dopo alcuni
mesi le condizioni cambiano ma non il risultato finale che si intende raggiungere.
Conseguentemente la strategia viene adeguata al cambiamento delle condizioni.

Come si nota
l’obiettivo finale resta quello della cessione (potrebbe anche cambiare perché è
comunque un risultato intermedio nella vita dell’azienda) ma la successione degli
avvenimenti è mutata (anche le probabilità e i tempi) per tener conto della nuova realtà
che si è manifestata.
In pratica:
-
Definire il
piano strategico con l’obiettivo che si intende raggiungere;
-
Assegnare
tempi di realizzazione, probabilità, chi se ne occupa e vantaggi lungo il percorso
e nel risultato finale;
-
Controllare
periodicamente (di solito ogni mese) l’andamento del piano e rivederlo in base ai
cambiamenti intervenuti;
Durante il
controllo periodico:
-
Verificare
se le ipotesi iniziali sono ancora valide;
-
Ridefinire
tempi, percorso, probabilità e risultati attesi (avvicinandosi alla data di
realizzazione prevista è molto facile capire se il piano si sta realizzando
o meno);
-
Se
necessario modificare la strategia (gli errori di valutazione sono spesso
dovuti ad un punto di osservazione o metodo di calcolo errati).
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