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  Plusvalenze patrimoniali : scritture contabili - quali sono le scritture da redigere in partita doppia per rilevare una plusvalenza

 

 

 
 
 
Approfondimento del 22.11.2010

 

Vediamo, attraverso degli esempi, quali sono le scritture da redigere in partita doppia per rilevare una plusvalenza.

 

Esempio 1:

L’impresa Alfa Srl cede un impianto per l’importo di 13.000 euro + IVA 20%. L’impianto era stato acquistato per 50.000 euro + IVA ed è stato ammortizzato indirettamente per 37.500 euro.

 

La prima scrittura da rilevare in partita doppia riguarda lo storno del fondo ammortamento che viene portato al conto Impianti, in modo che quest’ultimo rappresenti il valore contabile del bene.

 

Fondo ammortamento impianti

a

Impianti

 

37.500

 

 

 

 

 

 

Dopo la registrazione il conto Impianti, si presenterà come segue (ovviamente si ipotizza che quello in esame sia l’unico impianto rilevato nel conto):

 

 

IMPIANTI

50.000

 

37.500

 

 

 

A questo punto rileviamo la vendita dell’impianto e la plusvalenza.

 

Crediti verso clienti

a

Diversi

 

15.600

 

a

IVA a debito

2.600

 

 

a

Impianti

12.500

 

 

a

Plusvalenze

500

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esempio 2:

L’impresa Alfa Srl cede un brevetto per l’importo di 3.200 euro + IVA 20%. Il brevetto risulta iscritto in contabilità al valore di 3.000 euro.

 

Poiché le immobilizzazioni immateriali sono ammortizzate in conto, 3.000 euro rappresentano già il valore contabile del bene, cioè il valore al netto dell’ammortamento.

 

Quindi si potrà effettuare direttamente la registrazione con la quale si rileva la plusvalenza.

 

Crediti verso clienti

a

Diversi

 

3.840

 

a

IVA a debito

640

 

 

a

Brevetti

3.000

 

 

a

Plusvalenze

200

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

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