PLUSVALENZE E MINUSVALENZE

LA COLLOCAZIONE IN BILANCIO DELLE PLUSVALENZE E DELLE MINUSVALENZE

Aggiornato al 14.12.2015

Prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo 139/2015 che ha modificato gli schemi di bilancio ed ha eliminato, dal Conto economico, tutta l’area dei componenti straordinari di reddito (macro-categoria E - Oneri e Proventi straordinari) l’esatta collocazione delle plusvalenze e delle minusvalenze in bilancio era strettamente legata alla loro distinzione tra plusvalenze e minusvalenze ordinarie e plusvalenze e minusvalenze straordinarie.

Secondo i principi contabili nazionali possiamo distinguere le plusvalenze in ordinarie e straordinarie e le minusvalenze in ordinarie e straordinarie. Da ciò dipende l’esatta collocazione nel Conto economico di tali poste.

Sono plusvalenze e minusvalenze ordinarie quelle che derivano dalla alienazione di beni strumentali impiegati nella normale attività produttiva, commerciale o di servizi ceduti a causa del deperimento economico-tecnico sulla base di quanto previsto dai piani di sostituzione aziendali e che hanno uno scarso peso rispetto alla totalità dei beni strumentali impiegati dall’impresa.


Esempio: se l’impresa consegue una plusvalenza dalla vendita di un macchinario usato nell’attività produttiva e venduto perché ormai vecchio e soggetto a continue rotture e riparazioni, se la sostituzione era già prevista nei piani aziendali e se il valore del macchinario è modesto rispetto al totale delle immobilizzazioni materiali dell’impresa, ci troviamo di fronte ad una plusvalenza ordinaria.


In caso contrario, la plusvalenza o la minusvalenza deve essere considerata straordinaria.

Quindi si considerano plusvalenze e minusvalenze straordinarie quelle che derivano:

  • da alienazioni effettuate a seguito di operazioni di riconversione produttiva, ridimensionamento produttivo, ristrutturazione;
  • da alienazione di beni diversi da quelli strumentali impiegati nella normale attività produttiva, commerciale o di servizi come, ad esempio, alienazione di immobili civili.

Le plusvalenze ordinarie andavano collocate nel Conto economico, alla voce Valore della Produzione (A) – altri ricavi e proventi (5).


Le plusvalenze straordinarie andavano collocate nel Conto economico, alla voce Proventi e Oneri straordinari (E) – proventi (20), dove andavano indicate separatamente rispetto ad altri proventi straordinari in un’apposita sottovoce.



Le minusvalenze ordinarie andavano collocate nel Conto economico, alla voce Costi di Produzione (B) – oneri diversi di gestione (14).


Le minusvalenze straordinarie andavano collocate nel Conto economico, alla voce Proventi e Oneri straordinari (E) – oneri (21), dove andavano indicate separatamente rispetto ad altri proventi straordinari in un’apposita sottovoce.



Ricapitolando si aveva:
CONTO ECONOMICO

  • A) VALORE DELLA PRODUZIONE - 5) altri ricavi e proventi
    Plusvalenze ordinarie
  • B) COSTI DELLA PRODUZIONE - 14) oneri diversi di gestione
    Minusvalenze ordinarie
  • E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI- 20) proventi - 21) oneri
    Plusvalenze e minusvalenze straordinarie – in apposite sottovoci

A partire dai bilanci relativi all’esercizio 2016, nulla cambierà per quanto concerne la collocazione in bilancio delle plusvalenze e delle minusvalenze ordinarie.

Invece, le plusvalenze e le minusvalenze straordinarie, data l’abrogazione della macro-categoria E del Conto economico, dovranno essere indicate anch’esse tra i componenti ordinari di reddito.

 
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