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L'articolo
2425-bis del codice civile, 1° comma, prevede che i ricavi devono
essere indicati in bilancio al netto dei resi.
Questo
significa che, in bilancio, i resi su vendite non sono esposti in maniera
palese, ma sono portati in diminuzione del valore dei ricavi delle vendite.
Esempio:
al
termine dell'esercizio, l'impresa Alfa Srl evidenza la seguente situazione
contabile
| Merci c/vendite |
600.000 |
| Resi su vendite |
30.000 |
In
bilancio, l'impresa esporrà tra i ricavi il valore netto delle vendita nel modo che segue:
| CONTO
ECONOMICO |
A - VALORE DELLA
PRODUZIONE
1 - ricavi delle vendite e delle
prestazioni
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570.000 |
Tuttavia
nel caso in cui i resi su vendite si riferiscono ad operazioni di competenza
di esercizi precedenti, essi vanno indicati tra gli oneri
straordinari.
Esempio:
nel
mese di di dicembre dell'esercizio x l'impresa Alfa ha venduto merci per
10.000 euro.
Tali
merci vengono restituite dal cliente nell'esercizio x+1 quando l'impresa Alfa emette nota di variazione.
Per
rendere più semplice l'esposizione ipotizziamo che, l'impresa, nel corso
dei due esercizi, x e x+1, abbia effettuato solamente queste operazioni.
Il
conto economico relativo all'esercizio x sarà il seguente:
| CONTO
ECONOMICO - esercizio x |
A - VALORE DELLA
PRODUZIONE
1 - ricavi delle vendite e delle
prestazioni
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10.000 |
Il
conto economico relativo all'esercizio x+1 sarà il seguente:
| CONTO
ECONOMICO - esercizio x |
E - PROVENTI E ONERI
STRAORDINARI
21 - oneri straordinari
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10.000 |
Occorre
anche tenere presente che, in applicazione del principio di prudenza, le
rettifiche per resi di merci effettuate dopo il 31/12, ma entro la data di
approvazione del bilancio vanno rilevate contabilmente nell'esercizio
dell'anno precedente.
Esempio:
vendita
merce anno x
reso
su merce nell'anno x+1, ma prima dell'approvazione del bilancio dell'anno x.
Il
reso su vendite va rilevato nel bilancio dell'esercizio x.
Dei
beni resi si dovrà tenere conto nella valutazione delle rimanenze di
magazzino.
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