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Il
saldo del conto cassa deve corrispondere costantemente all’effettiva
consistenza di cassa.
Eventuali
differenze possono essere dovute ad errori di registrazione, ma anche ad
ammanchi o ad eccedenze di cassa.
In
particolare gli ammanchi di cassa, possono essere causati da varie
ragioni: furti di danaro, errori nel maneggio dello stesso.
In
linea di massima l’ammanco di cassa rappresenta una insussistenza
passiva in quanto si tratta di una diminuzioni di attività che si
verifica a seguito di eventi straordinari o imprevisti.
Vediamo
quale registrazione occorre effettuare, normalmente, in contabilità.
Esempio:
l’impresa
riscontra un ammanco di cassa di 500 euro.
La
registrazione è la seguente:
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Insussistenze
passive
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a
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Cassa
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500
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La
voce Insussistenze passive confluisce nel conto economico alla voce
E.21, mentre il conto Cassa va rilevato nell’attivo dello Stato
patrimoniale alla voce C.IV.3.
Nella
grande distribuzione, l’ammanco di cassa può verificarsi con una
certa frequenza ed essere legato soprattutto ad errori nel maneggio del
denaro. Esso, dunque, è fisiologico in questo tipo di imprese, per le
quali, dunque, il relativo costo, rappresenta un onere diverso di
gestione.
Ipotizziamo
la seguente situazione:
un’impresa
della grande distribuzione riscontra un ammanco di cassa di 327 euro.
La
registrazione è la seguente:
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Oneri
diversi di gestione
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a
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Cassa
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327
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La
voce Oneri diversi di gestione confluisce nel conto economico alla
voce B.14, mentre il conto Cassa va rilevato, sempre, nell’attivo
dello Stato patrimoniale alla voce C.IV.3.
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